VIERI, BONIFACIO, DI BELLA:
OPERA IN TRE ATTI CON CRONACA ITALIANA
 

Luciana Murru
Unità Operativa di Psicologia
Istituto Nazionale Tumori - Milano
 

Gli ultimi 50 anni prima dell’inizio del terzo millennio saranno ricordati nel nostro paese per tante cose: il fervore del dopoguerra, la ripresa economica, il cinema neoverista, la Democrazia Cristiana quasi ininterrottamente al governo, le lotte operaie del 68 e quelle esclusivamente studentesche del 77, l’industrializzazione, il terrorismo, la morte di Aldo Moro, le stragi impunite, Craxi che scappa ad Hammamett, tangentopoli, il bipolarismo, l’ingresso nell’Euro, un governo per la prima volta presieduto da un ex comunista ecc.

Per chi lavora in ambito sanitario e in particolare nell’oncologia questo mezzo secolo ha significato anche fare i conti ciclicamente con persone che hanno affermato di fare quello che migliaia di altri ricercatori, italiani e stranieri sparsi un po’ in tutto il pianeta, non riuscivano a fare nella totalità dei casi: guarire il cancro.

E’ una storia che si ripete all’incirca ogni 15/20 anni: Aldo Vieri, Liborio Bonifacio, Luigi Di Bella. Tre dottori, tre esperti nella cura delle malattie anche se il secondo in realtà è laureato in veterinaria. Ognuno di loro, in anni differenti, afferma di aver scoperto la cura contro quello che i mass media chiamano "male oscuro", "male indicibile", "brutto male". Sullo sfondo un’Italia che cambia, che modifica i suoi costumi e valori, che da un paese di emigranti si trasforma in un paese di emigrati, che convive con orgogli secessionisti e l’inevitabilità di una società multirazziale.
 



ATTO PRIMO: ALDO VIERI
ATTO SECONDO: LIBORIO BONIFACIO
ATTO TERZO: LUIGI DI BELLA
IL PROF. DI BELLA E LA PSICOLOGIA DEL RAPPORTO MALATO-GUARITORE
IL PROF. DI BELLA E IL MITO DELL’EROE
IN ATTESA DEL QUARTO ATTO
 

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