L'ORGANIZZAZIONE CHE ASCOLTA........



Raffaella Tabeni
Capo Servizi Sanitari Ausiliari
Direzione Sanitaria
Istituto Nazionale Tumori
via Venezian, 1
20133 Milano
Email: tabeni@istitutotumori.mi.it
tel. 02-2390.812/467
fax. 02-2666234

Indipendentemente dalle medicine, vecchie o nuove che siano, appartenenti a culture e correnti di pensiero diversi, la cosa che considero importante è la definizione dei principi che ispirano il comportamento umano e sociale degli uomini. Tali principi o valori costituiscono i fari che illuminano i nostri comportamenti quotidiani e con questi devono trovare continua coerenza anche nelle attività più semplici.

Non è facile tuttavia realizzare costantemente tale coerenza proprio perché gli egoismi individuali troppo spesso prevalgono sui bisogni collettivi. Nell’attività di governo di tutte le strutture che offrono servizi e in particolare quelle sanitarie, è necessario dare continua dimostrazione che le persone che afferiscono al servizio in condizione di debolezza, proprio perché hanno bisogno d’aiuto, vengano prese sul serio da tutto il personale che li accoglie a tutti i livelli di responsabilità.

Prendere le persone sul serio è cosa molto impegnativa sia sotto il profilo relazionale sia sotto quello tecnico professionale; significa innanzitutto offrire la possibilità di scegliere tra le cure disponibili e a parità di efficacia quelle che maggiormente soddisfano le esigenze della persona ammalata. Ma per poter scegliere è necessario avere a disposizione informazioni corrette e complete sulle cure che vengono proposte.

Prendere sul serio le persone significa anche offrire loro un ambiente pulito, decoroso, e tenerle informate sull’evoluzione della malattia e delle cure. Tutto questo implica la necessità di migliorare la relazione d’aiuto in particolare sotto il profilo dell’ascolto.

Ascoltare non soltanto le parole, ma anche le emozioni e i sentimenti dedicando più tempo alle persone ammalate, in uno sforzo di ricomposizione del corpo con la mente. Ma le parole non possono rimanere isolate così come i buoni propositi, pena la loro inutile ripetizione nel tempo quale puro esercizio verbale.

Se invece si vuole che i buoni propositi diventino comportamento organizzativo di una struttura erogatrice di servizi, è necessario che vengano attivate procedure e promossi comportamenti che diano un segnale visibile della presa in carico da parte dell’Ente di un bisogno diffuso, anche se a volte non chiaramente esplicitato.

Ci sono tanti modi per dimostrare di prendere sul serio le persone, dall’ascoltare e comprendere la loro volontà di rinunciare alle cure e quindi di disporre come meglio credono della loro vita al più banale e semplice rispetto degli appuntamenti, alla quotidiana informazione sul programma diagnostico e terapeutico oppure soltanto all’ascolto di emozioni e stati d’animo.

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