GLI SCOPI DELLA MEDICINA: IL PUNTO DI VISTA DELL'ONCOLOGO



Emilio Bajetta e Roberto Buzzoni
U.O. Oncologia Medica B
Istituto Nazionale Tumori
via G. Venezian n° 1
20133 MILANO
 
 

Quando ho ricevuto il documento proposto per il commento, il primo impulso è stato quello di declinare l'invito anche alla luce degli impegni previsti e imprevedibili correlati alla professione. Viceversa, addentrandomi nel testo mi sono trovato coinvolto nella lettura e nelle considerazioni puntuali ed accurate che sono scaturite dalle discussioni portate avanti da esperti appartenenti a numerose discipline mediche e non. Le affermazioni riportate sono in buona parte condivisibili e le mie considerazioni sono condizionate dalla specialità di mia competenza (oncologia medica).

Attualmente la medicina contemporanea viene messa in discussione in quanto paradossalmente ha raggiunto o quasi gli obiettivi per cui era nota. Oggi si sono create nuove problematiche che devono essere affrontate. Le malattie croniche e degenerative, nel futuro, avranno un impatto sempre maggiore e, in una società che sta progressivamente invecchiando nelle Nazioni ricche del mondo, sarà sempre più attuale il problema del finanziare l'assistenza sanitaria. La medicina è definita come "l'arte e la scienza della diagnosi e del trattamento della malattia, nonché del mantenimento della salute".

Come ben definito nel rapporto tre sono, o sono stati, gli scopi tradizionali della medicina:

La medicina in parte ottenuto quanto sopra ma questo implica un aumento di malattie croniche che non sono suscettibili di cure efficaci e richiedono l'impiego di costose tecnologie. Oggi la formazione dei Medici è finalizzata all'uso di queste tecnologie e per molti pazienti il poter usufruire di una tecnologia medica avanzata è fonte di speranza e conforto. Parimenti queste tecnologie fanno lievitare i costi della medicina e dell'assistenza. Molte tecnologie diagnostiche poi consentono di individuare patologie che vanno al di là delle possibilità di trattamento.

Un problema importante che viene segnalato è che la diagnosi e la terapia di patologie croniche ha spesso messo in secondo piano la persona come tale. Il progresso medico e l'assistenza sono influenzati dalla domanda pubblica, dai programmi di Governo e dalla forza di mercato. Questa ultima può paradossalmente essere essa stessa fonte di malattia, come avviene nel caso del consumo di tabacco.

Nel prossimo millennio la medicina sarà sempre più legata al mercato con lievitazione dei costi e questo farà si che i governi guarderanno sempre più alla privatizzazione ed al mercato per ridurre le pressioni economiche sul sistema di assistenza medica. Questo fenomeno sarà associato ad una penalizzazione della sanità pubblica e dall'aumento delle quote di cittadini privi di assistenza. Il mercato, in altre parole, permetterà una assistenza superiore per i cittadini ricchi e sarà sempre più difficile per i poveri un'assistenza analoga.

In sintesi, nel 2000, l'economia apparirà essere una componente inevitabile e centrale nell'impresa medica e nell'erogazione dei servizi sanitari. L'idea del miglioramento della salute è sempre stata considerata una frontiera aperta, cioè un terreno ove è possibile una costante evoluzione. La possibilità di interventi genetici nel prossimo secolo porrà il problemi etici non indifferenti ai quali ora non sappiamo dare risposta. In una sola parola possiamo affermare che gli scopi della medicina sono strettamente correlati alla società in quanto la medicina va dove va la società che dovrà decidere tipo e quantità delle risorse economiche e sociali da destinare alla medicina.

Nel prossimo secolo gli scopi della medicina saranno riconducibili a quattro voci:

L'OMS identificò nel 1947 il termine salute come " uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale". Verosimilmente non è possibile un "completo" benessere nemmeno sul piano fisico. La prevenzione della malattia è e sarà un compito cardine della medicina e i Medici che aiutano i loro pazienti a mantenersi sani rendendo loro un servizio non meno prezioso di quelli che li curano. Va ricordato inoltre che lo sforzo di promuovere la salute e di prevenire la malattia ha benefiche conseguenze economiche. Questo è uno dei doveri più antichi del Medico. Interventi inadeguati o impropri di controllo del dolore sono ancora molto comuni e questa inadeguatezza è spesso aggravata da leggi e tradizioni concernenti l'uso dei narcotici. La medicina delle cure palliative è una branca che avrà sempre di più importanza nel futuro. L'assistenza alla persona è auspicabile che riacquisti il primato dopo un'epoca in cui è sempre apparsa una seconda scelta. Il lavoro del personale medico dovrà concentrarsi non solo sulla terapia, ma sulla gestione (assistenza psicologica e comprensione) della malattia. Il trattamento medico deve essere tale da non contrastare, anzi da favorire, la possibilità di una morte serena Tutte le società dovranno elaborare criteri medici e morali per stabilire quando è appropriata la cessazione del trattamento medico nei pazienti terminali.

Gli ultimi anni hanno visto la comparsa della medicina predittiva, degli screening genetici, della diagnosi prenatale e della terapia fetale. Nel prossimo secolo queste metodiche verranno a far parte degli scopi della medicina anche se oggi va sottolineato. Come non esista alcun consenso sociale sul modo migliore da procedere.

Una sfida importante negli anni a venire è quella posta alle malattie croniche onde migliorare prognosi e qualità di vita in coloro che ne soffrono. Questo comporterà anche il promuovere la ricerca non solo medica propriamente detta ma anche su aspetti tecnologici quali sistemi informativi e di elaborazione dati. Questo peraltro non deve prescindere da una visione "umana" del paziente che non è una macchina o una raccolta di organi. Una medicina non comprensiva nei confronti del paziente può far scegliere chi soffre a fare riferimento a forme di medicina alternative. Questo è un segno importante della sfiducia verso la medicina ufficiale e negli ultimi anni vi sono stati esempi emblematici.

Nel prossimo secolo la determinazione della priorità in medicina deve coinvolgere tutti coloro che hanno a che fare con il sistema di assistenza sanitaria: medici, personale sanitario in genere, amministrativi statali, datore di lavoro. Nel prossimo secolo la medicina sarà sempre più condizionata dal "mercato". Questo orientamento soddisfa il desiderio dei pazienti di avere maggiori possibilità di scelta e il desiderio dei governi di ridurre i propri oneri economici scaricando quote maggiori dei costi dell'assistenza sanitaria. Questo comporterà migliori opportunità ma anche maggiori rischi.

In altre parole, commercializzazione e privatizzazione se eccessive rappresenteranno una minaccia per gli scopi della medicina. Medici e personale sanitario in genere dovranno tenere conto dei costi, partecipare alla determinazione delle priorità in campo sanitario e lavorare in stretta collaborazione con gli amministratori e, in genere, con i responsabili dell'efficienza economica dell'organizzazione.

Senza dubbio, inoltre, i Medici si troveranno sempre più frequentemente a dover parlare con i pazienti dei costi dell'assistenza, delle opzioni economiche accessibili e dei rapporti tra assistenza del singolo paziente e bisogni medici generali della società.

La medicina in futuro dovrà impegnarsi in un dialogo continuo con la società in cui opera e non deve lasciarsi trasformare in una forza mercenaria perseverando nel proprio impegno originario di alleviare le sofferenze e perseguire la salute. Quando le possibilità terapeutiche raggiungono il loro limite non resterà altra risorsa che l'assistenza alla persona.

I costi dell'assistenza sanitaria sono ovunque in continuo aumento e una medicina più umana adatterà i propri scopi alla realtà economica e provvederà ad istruire le persone sui limiti delle possibilità mediche all'interno di queste realtà che saranno parzialmente differenti nei vari paesi e nelle varie culture. Una medicina equa sarà alla portata di tutti e non creerà continuamente farmaci e presidi tecnologici utilizzabili solo da pochi salvaguardando così la libertà di scelta dei pazienti.

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