A proposito dell’intervento
di RENATO MUSUMECI:
"La telemedicina: spauracchio
o conquista?".
Musumeci ha identificato tra gli scopi
della medicina quello di cercare ed offrire orientamenti in un ambito del
tutto nuovo ed innovativo, aperto dall’era delle comunicazioni a distanza
e dal fenomeno "Internet". La sua riflessione, originale e stimolante,
meriterebbe uno sviluppo più ampio soprattutto intorno ai temi non
solo di un nuovo rapporto medico-paziente, ma anche dei rapporti medici/medici
e pazienti/pazienti, che mi danno occasione per aprire il dibattito su
alcuni quesiti :
1. Quale potrebbe essere, a Suo parere,
la direzione più opportuna da indicare ai medici ed ai loro clienti
sulla strada della diffusione dell’informazione telematica su approcci
terapeutici, farmacologici, tecniche di intervento e quanto altro viaggia
oggi nel fiume Internet?
2. Potrebbe meglio chiarire come potrebbero
essere colmate, nella pratica telematica, le distanze che possono frapporsi
"...tra medici con differenti competenze su uno stesso paziente."?
3. Lei osserva e rende nota la pericolosità
di un’informazione non controllata in rete, sottolineando -ciò che
mi sembra particolarmente grave - la possibilità di conflitti nel
rapporto medico-paziente, ingenerati da informazioni non controllate appunto
o di scadente qualità. La soluzione non potrebbe cercarsi in una
sorta di "marchio di garanzia" o "certificazione" forniti
da un organismo internazionale ad hoc? Le sembra realistico lanciare un
appello o una proposta in questo senso? O cosa altro?
Grazie!
Giorgio Di Mola
RISPOSTE ALLE DOMANDE DI GIORGIO DI MOLA
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La risposta si può ricavare dall’analisi
dei siti Internet. Esistono siti medici (a solo titolo esemplificativo:
INT Milano – Rete Italiana Tumori Rari – Gruppo Italiano Sarcomi – Società
Italiana di Radiologia) gestiti ed aggiornati da gruppi di lavoro che hanno
creato risorse di conoscenza e di organizzazione (F.A.Q.). Naturalmente
i siti, le richieste e soprattutto le risposte debbono essere costruiti
con un occhio di riguardo al possibile utente.
Ritengo che mettere a disposizione senza
filtro ad esempio schemi di terapia seppur consolidati, possa ingenerare
nei pazienti pericolose tentazioni. Non basta infatti la scelta libera
con soft button dedicato per dissuadere il paziente dall’"entrare" nella
parte riservata ai medici. Occorre che la costruzione del sito sia rispettosa
della qualità dell’informazione e della sua diffusione. Una password
nominale, basata per esempio sul cognome e sul numero di iscrizione all’albo
professionale, attivabile solamente previa richiesta E-mail da parte del
collega potrebbe essere un ottimo sistema di filtro.
-
Il paziente, gestito dal curante o forse meglio
dallo specialista (oncologo, cardiologo, chirurgo, ecc) viene inserito
in modo rispettoso della sua privacy in un forum di discussione telematica.
Attraverso una mailing list la query clinica viene posta a tutto il panel
nazionale o sovranazionale di specialisti consociati e le risposte dei
singoli divengono ulteriore oggetto di discussione fino all’ottenimento
di un agreement generale. L’alternativa si può invece configurare
in una scelta motivata da parte del "moderatore della rete" che ricevuta
una richiesta generica di consulenza provvede ad indirizzarla allo specialista
maggiormente accreditato rendendo pubblica la scelta. Un esempio già
attivo di queste risorse si può ritrovare nella Rete Italiana dei
Tumori rari, per la quale l’INT – Milano agisce da "moderatore" e nella
relativa Mailing List.
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Il grave problema di Internet è nella
qualità di informazione che vi compare. Non essendo possibile controllare
quanto viene ogni giorno caricato nei differenti siti, credo che l’unica
chance consista nel convincere pubblico e specialista a ricercare i siti
e le presentazioni delle istituzioni maggiormente qualificate (es. IRCCS)
oppure nel materiale messo a disposizione dalle Società Scientifiche
di categoria nazionali (e.g. Società Italiana Cancerologia – Associazione
Italiana Oncologia Medica – Società Italiana Radiologia Medica Associazione
Italiana Radioterapia Oncologica – ecc.) ed internazionali (W.H.O. – E.O.R.T.C.
– R.S.N.A. – Royal College – ecc.).
RENATO MUSUMECI
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