A proposito dell'intervento di Giuseppe Masera: "La medicina oggi: tra efficacia ed efficienza"

Il richiamo alla gravissima inequità su scala mondiale nella distribuzione dei fattori di salute e nell'accesso alle cure è sacrosanto. Chiedo però a Masera se la questione posta è di natura medica o politica. Non chiedo se interessa o meno i medici (è ovvio che sì) ma se debba essere affrontata ed eventualmente risolta con mezzi medici o politici. In altre parole, tra gli scopi che la medicina (non i medici come uomini) può perseguire con i suoi mezzi, vi è anche la lotta all'ingiustizia sociale, su scala locale o mondiale?

Roberto Satolli
 
 

L’intenzione del mio, pur breve, intervento era primariamente di porre il problema in termini medici. Richiamando alla necessità che la medicina si ponga il problema non solo di spostare in avanti la frontiera della curabilità, ma anche di come evitare che il progresso sia accessibile ad un numero sempre più limitato di persone. Impegnandosi non solo nello spirito della solidarietà ma con un ben preciso obiettivo di "ricerca sulla trasferibilità".

E’ evidente che il passo a porre il problema in termini politici è molto breve. E vengono spontanee le domande su risorse dei paesi in via di sviluppo, debito estero, globalizzazione, neoliberalismo, politica della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Ma questa seconda parte, politica, non era l’obiettivo del mio intervento, lasciando ad altri sviluppare questo tema.

Giuseppe Masera

Torna alla Tavola Rotonda Virtuale