TAVOLA ROTONDA VIRTUALE "GLI SCOPI DELLA MEDICINA"
Paola Mosconi e Giovanni Apolone
Dipartimento di Oncologia
Istituto di Ricerche Farmacologiche
"Mario Negri"
Via Eritrea, 62
20157 Milano
fax 0233200231
Email: MOSCONI@IRFMN.MNEGRI.IT
Email: APOLONE@IRFMN.MNEGRI.IT
Il documento sugli scopi della medicina da cui prende avvio questa Tavola Rotonda Virtuale è molto interessante nei suoi contenuti e prende in considerazione nel più ampio modo possibile il ruolo ed il senso della moderna medicina. Difficile non essere d’accordo sui tanti punti presi in considerazione, interessanti i legami tra medicina e aspetti sociali nuovi e vecchi, infine da sottolineare come siano stati globalmente considerati i problemi del primo e del quarto mondo.
Il punto di vista di chi scrive è senz’altro più limitato derivando dalla conoscenza e dalle esperienze fatte su differenti aspetti della ricerca clinica prevalentemente in ambito oncologico nel Dipartimento di Oncologia in particolare nel Laboratorio per la Ricerca Clinica in Oncologia dell'Istituto Mario Negri. Le attività hanno seguito il corso delle ricerche in epidemiologia clinica, dal mondo degli studi clinici randomizzati all’oggi che pone sempre più in primo piano la necessità di una visione più allargata, legando sempre più il mondo clinico, il paziente, la società in cui vive. Come contributo alla discussione verranno di seguito alcuni temi riguardanti la medicina e il malato nel senso più ampio possibile. Se infatti la medicina sta cambiando più radicalmente sta cambiando il malato, ed il ruolo - nella sua accezione più vasta che va da cittadino a malato, da paziente a consumatore ad attivista - che gli viene attribuito da una società in crescita e mutamento.
Il dibattito sugli scopi della medicina è un dibattito ampio e complesso che coinvolge tutti gli attori che ruotano intorno alla parole salute e malattia. Una dicotomia che raccoglie in sé sia un bene primario della vita di ciascun individuo sia un diritto sociale. Infatti, la salute è un bene che deve essere protetto, conservato, insegnato, mentre la malattia è una condizione che necessita l'attivazione di competenze e strutture che per diritto dovrebbero essere garantite in modo equivalente a tutti i cittadini della terra.
• Rapporto tra medicina ed avanzamento scientifico
Non c’è dubbio che la maggiore parte delle
riviste scientifiche si occupano di problemi clinici legati al mondo industrializzato
dove la vita ha acquisito un valore differente.
Ad esempio, una delegata africana al II congresso mondiale organizzato dalla National Breast Cancer Coalition ha sottolineato che nel suo paese il problema non era discutere lo screening alle donne tra 40-50 anni, era discutere come far arrivare la maggior parte delle donne a 50 anni di età.
Ad esempio, nel concetto di misurazione della qualità della vita, è implicita la presenza di vita che attualmente, nei paesi industrializzati, è considerato non più un obbiettivo da raggiungere ma uno stato da mantenere ad un livello qualitativo ottimale. E’ di fatto accettato misurare o monitorare l’efficacia degli interventi medici non solo come quantità di vita (ad esempio, con i parametri oggettivi di sopravvivenza o mortalità) ma è importante valutarne anche la qualità. Questo fatto porta ad influenzare in modo massiccio scelte e tendenze della medicina.
• L’informazione divulgativa
L'informazione, più o meno corretta, sui
temi della salute è oramai diffusa con ogni mezzo: dal mezzo televisivo,
alla carta stampata ad Internet. Le stesse riviste scientifiche si fanno
carico di pagine Internet dedicate ai consumatori (vedasi JAMA 281: 1544;
1999). Questa tendenza risponde sia ad una esigenza del consumatore che
cerca di raccogliere in modo indipendente informazioni che possano portare
beneficio al suo stato di salute ma è anche una necessità
supportata da una parte del mondo medico per acquisire sempre più
credibilità e collaborazione. La Conferenza Mondiale sulla Scienza
organizzata dall’UNESCO e dall’International Council for Science ha evidenziato
due punti importanti: uno la questione del finanziamento pubblico l’altra
la questione del rapporto tra cittadini e scienza. Un sempre maggiore avvicinamento
tra le parti è fortemente auspicabile poiché il cittadino
deve essere reso sempre più consapevole delle implicazioni sociali
degli avanzamenti della scienza partecipando in modo consapevole alla politica
della ricerca scientifica.
• Terapie alternative
Il modello di medicina occidentale non è
il solo cui si può riferire il paziente e la diffusione della medicina
cosiddetta alternativa è in costante crescita. La scienza ufficiale
ha più volte preso in considerazione, revisioni sistematiche della
efficacia sono oramai disponibili, una certa apertura esiste per terapie
alternative proposte in situazioni particolari (ad esempio, il problema
dell’agopuntura discusso a livello della FDA).
• Le associazioni di cittadini
Il cittadino, il malato e le sue associazioni di
volontariato sempre più vogliono che venga riconosciuto un ruolo.
Sempre più spesso la ricerca, l’assistenza vengono finanziate da
associazioni di volontariato e questo pone le associazioni in una differente
posizione contrattuale rispetto al passato. Le associazioni infatti sono
passate dall’avere un ruolo prevalentemente di tipo assistenziale ad un
ruolo più propositivo e "politicamente" più attivo. Le scelte
sull’assistenza sono destinate ad essere fortemente influenzate dalle associazioni
di pazienti, soprattutto dovendo fare i conti con una progressiva restrizione
dei costi per la sanità pubblica.
• Il rapporto con la malattia
il rapporto con la malattia è un rapporto
difficile. La cultura prevalente, una forte impronta cattolica della società
italiana rendono difficile l’elaborazione di un modello alternativo differente
dall’attuale in cui la malattia rappresenti una variabile in stretta correlazione
con il ruolo e la capacità della persona nella società che
la circonda.
• Il rapporto medico-paziente
il rapporto medico-paziente non è assolutamente
soddisfacente ma raramente, o solo teoricamente viene messo in discussione.
Al modello in uso non vengo sperimentati modelli alternativi più
orientati alla cura del malato che alla cura del sintomo.
In conclusione, il documento sul nuovo modello della medicina è interessante, è condivisibile nelle parti che sono di pertinenza della propria esperienza professionale, come sforzo ulteriore dovrebbe portare alla identificazione di alcune priorità e di modelli da sperimentare sul campo in modo da dare veramente un nuovo impulso al dibattito. Un dibattito vis-à-vis e non solo virtuale sarebbe fortemente auspicabile.