LA TELEMEDICINA: SPAURACCHIO O CONQUISTA?


Renato Musumeci
Radiologo Diagnosta
Responsabile U.O. RDE
Istituto Nazionale Tumori
Via Venezian, 1
20133 M I L A N O (I)
Email:musumeci@istitutotumori.mi.it
 
 

IL CONCETTO DELLA TELEMEDICINA

Necessita innanzitutto una definizione esaustiva e condivisa di cosa possa essere ragionevolmente accorpato sotto la voce "Telemedicina". Una prima schematizzazione si ritrova nella pura elaborazione tecnologica: tutto quanto di medicale può essere gestito attraverso computer e reti pubbliche o dedicate, semplici linee telefoniche o satellite, entra ragionevolmente nel più vasto capitolo della Telemedicina. Classico esempio nella definizione di J.P. Mulloy della Teleradiologia: "La trasmissione elettronica di immagini radiologiche da un luogo all’altro per loro interpretazione o consultazione".

Uscendo dal concetto di tecnologia utilizzata e spostandosi invece sui contenuti si modifica lo scenario che stiamo osservando e si identifica chiaramente un obbiettivo centrale qualificante ed innovativo. Cioè, non mi interessa più come ciò avvenga, ma voglio utilizzare le risorse della Telemedicina per superare il concetto di "distanza" laddove essa rappresenta, direttamente o indirettamente, un ostacolo all’erogazione di un’assistenza sanitaria appropriata.

IL NUOVO RAPPORTO TRA MEDICI

La "distanza" può esistere fra i Medici, sotto forme e con problematiche diverse. Intendiamo riferirci ai casi nei quali la decisione clinica richieda una expertise multidisciplinare o comunque geograficamente distribuita. Analogamente quando necessiti trasmissione di conoscenze da un "centro" ad una "periferia", come avviene con la Teledidattica, o con le trasmissioni satellitari di Tavole Rotonde Virtuali (Euro Transmed) con possibilità di partecipazione interattiva da parte dell’audience via telefono, fax o E-mail. Infine con l’emanazione di linee guida su argomenti ben delimitati, da parte di Società Scientifiche o di gruppi di riferimento.

La telematica, favorendo la trasmissione di informazioni, tende a ridefinire il significato di vocaboli come "centro" e "periferia". La possibilità di distribuire facilmente informazione permette teoricamente a tutti di rendersi "centrali", totalmente oppure su contenuti parziali, ovviamente purché si disponga di buona informazione da distribuire. Reti tematiche nazionali (e.g. Rete Italiana Tumori Rari) o generalistiche (e.g. Rete Europea Eurorad oppure Europath) consentono interscambio culturale, discussioni a più voci, disponibilità in linea di risorse ad elevato valore aggiunto, progetti di ricerca comuni ed orientati su bisogni reali.

Infine la distanza può frapporsi tra Medici con differenti competenze su uno stesso Paziente. L’esempio classico e qualificante è nel rapporto fra Ospedale e Medico di medicina generale e nel rapporto gerarchico nei confronti del Paziente. Non si tratta in questo caso si squilibri di capacità diagnostico-terapeutiche, ma semplicemente di un momento di sintesi fra ruoli diversi, fra i quali una interazione a distanza può risultare assai significativa.

IL NUOVO RAPPORTO CON I PAZIENTI

Il dirompente sviluppo di Internet, la disponibilità in linea ed a basso costo di ogni genere di risorse, dalle più frivole e ludiche a quelle di maggior impatto scientifico, ha reso il cittadino, sia esso direttamente interessato (Paziente) o solo marginalmente ed emotivamente coinvolto, avido ricercatore di "siti" anche lontanissimi ove fossero disponibili in chiaro informazioni mediche riguardanti le più diverse patologie.

Tutte le strutture sanitarie di più ampio respiro e di maggior rilevanza internazionale, ma anche strutture di nicchia, fiori all’occhiello di sanità pubblica o privata e, purtroppo, ciarlatani, sognatori e venditori di fumo hanno riversato nella rete masse enormi di informazioni mediche o presunte tali. Le motivazioni per queste presentazioni sono ovviamente diverse ed è indispensabile che l’utente non si lasci abbagliare. Il punto cruciale è quindi il controllo di qualità dell’informazione e mentre Internet ha reso disponibile una quantità monumentale di dati ed ha stimolato una richiesta sempre crescente di informazione medica da parte di "non Medici", la facilità di accesso ha fatto sì che l’informazione venga autonomamente reperita e liberamente interpretata da parte di Pazienti e Famigliari: questo atteggiamento non solo può interferire ma spesso è in grado di ingenerare conflitti nel rapporto di fiducia Medico-Paziente. Questo è tanto più pericoloso in quanto non esiste alcun mezzo efficace per disciplinare la diffusione di informazione e la certificazione di qualità della stessa su Internet. Questo rappresenta evidentemente un limite di Internet che lascia alle grandi Istituzioni Cliniche e Scientifiche la responsabilità di diffondere "buona" informazione in rete, nell’interesse dei Pazienti e per la salvaguardia di un rapporto Medico-Paziente sereno e fiducioso.

IL NUOVO SCENARIO DELLA TELEMEDICINA

La Telemedicina, con le potenzialità spesso ancora poco esplorate che la contraddistinguono si trova quindi nel momento più critico e complesso della sua breve storia. Il mezzo che unisce, che facilita, che rende disponibili capacità e risorse geograficamente assai disperse (vedi gli esempi bellici della prima e seconda guerra del Golfo, della Bosnia e del Kosovo) sembra però capace, se non oculatamente gestito, di alterare il fondamento del rapporto Medico-Paziente e cioè la fiducia.

L’errore quindi può essere duplice. Da parte del Medico il non sapersi aggiornare ed adattare alle nuove tecnologie telematiche che, bruciando le distanze, sembrano favorire la collaborazione e lo scambio culturale. Da parte del Paziente il ritenere, forse un po’ ingenuamente e sicuramente in modo semplicistico, che tutto quanto viene pubblicato sulla rete, solo perché moderno ed innovativo, sia di principio superiore a tutto quanto possa dire e fare il suo Medico che ormai forse non sarà più ritenuto "di fiducia".

L’errore è madornale da ambe le parti, specialmente se e quando faccia emergere aree di difesa di casta, di arretratezza culturale specifica, di improvvisazione o peggio di cieco fideismo. Nessun mezzo elettronico, neppur quando anche arricchito da possibilità di utilizzo raffinate (E-mail, possibilità di scaricare testi, immagini e suoni), sarà mai in grado di mimare o simulare un colloquio Medico-Paziente.

L’interpretazione corretta che si deve dare a queste risorse è di poter disporre di un mezzo nuovo, moderno, relativamente poco costoso per aggiungere al bagaglio della Medicina un oggi utile e domani sicuramente indispensabile contributo di cultura, organizzazione ed informazione. Il mezzo esiste, è maturo, basta volerlo e saperlo sfruttare.

Ma attenzione: sarebbe un errore clamoroso ritenere di utilizzarlo per sostituire. La Medicina. Questa infatti oltre che di scienza e tecnologia deve essere ricca di valori etici e morali. Per fortuna non è stato ancora tentato con tecnologie peraltro già esistenti (sintetizzatori di voce, intelligenza artificiale, robotica chirurgica, tutti tools che fanno parte anche del bagaglio della Telemedicina) di sostituire l’insostituibile: il rapporto di fiducia, di affetto, di comprensione che deve esistere fra Paziente e Medico.

In questa ottica, la Telemedicina si configura come uno strumento meraviglioso, capace di rafforzare e rinsaldare questo rapporto che nobilita e da solo giustifica l’essere Medico.

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