Una narrazione collettiva

Ho chiesto a tutte le persone che hanno partecipato alla gita in barca a vela di scrivere qualche cosa su quella giornata e sulla propria esperienza. È stata una giornata bella e significativa per tutti. Lasciare traccia scritta di queste ore passate insieme mi è parso soprattutto una forma di regalo reciproco. Scambiare un’emozione che possa fermare il tempo a dare un senso all’inesorabilità del suo scorrere, ma anche far sì che le riflessioni, le sensazioni provate non diventino solo un ricordo che con il passare del tempo sbiadiscono sempre di più.

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, così scrive M. Proust. Avere nuovi occhi significa anche sapere in che modo è stata sperimentata quella giornata da tutti coloro che vi hanno preso parte. Significa poter guardare a quell’evento attraverso gli occhi di chi era al nostro fianco, alla luce della sua storia e di ciò che sta vivendo in questo momento. Questo libretto è il racconto di un unico evento raccontato da 31 persone che comunicano a tutti i vissuti legati a quella giornata ma anche tante altre cose di sé.

Eravamo in 31: l’autista, 11 malati (alcuni in pieno trattamento terapeutico, altri in controllo ) 8 loro famigliari e/o amici (2 splendide bambine di 10 e 8 anni, 1 sorella, 1 amica e 4 mariti), le 4 figure sanitarie componenti lo staff del “Progetto Ulisse” (1 infermiere, 1 psicologa, 2 volontari), 1 medico oncologo, altre 3 volontarie della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, 2 skipper e la loro simpatica aiutante.

Ho chiesto a tutti di raccontare le impressioni su quella giornata ma anche in che modo questo fatto si è inserito all’interno del proprio percorso di vita. C’è chi ha scritto soltanto su quell’evento, chi ha raccontato di sé in modo più esteso e profondo, chi per raccontare quella giornata ha usato la poesia, il disegno, la fotografia o la musica. Maurizio Terzaghi che è stato l’ideatore di questa giornata ha composto un pezzo musicale che è possibile scaricare in formato mp3. Lo spartito è allegato alla fine di tutti questi scritti.

La maggior parte delle persone hanno scritto per conto proprio, con l'autista e gli skippers  ho fatto una chiacchierata ed ho trasformato questo incontro in un breve articolo. Alcune persone mi hanno inviato il loro testo per posta e scritto a mano, altre lo hanno inviato via e-mail. Complessivamente sui testi non è stata fatta nessuna correzione. Volutamente. Sono testimonianze che nascono all’interno di una relazione psicoterapeutica e il loro valore e significato è associato non tanto allo stile letterario o alla correttezza linguistica, ma in quanto veicolo di emozioni. Hanno uno specifico valore intrinseco così come sono. Occupandomi di psicologia sono interessata molto di più “all’anima delle persone” che alle regole della lingua italiana.

È stata una giornata bella e caratterizzata dalla diversità; bambini, adulti, maschi, femmine, sposati e single, persone in cura ed altre no, operatori sanitari e cittadini comuni, meridionali e settentrionali. Anche i linguaggi sono differenti. Ogni testo ha una sua specificità e le parole sono “vibranti” sempre e in ogni caso, anche con la punteggiatura non precisa e la costruzione della frase non precisamente  “a rigor di logica”. Personalmente tutto questo mi intenerisce e la diversità per me è un valore.

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