L’esperienza
è stata positiva, soprattutto tenendo conto che era la prima nel
suo genere. Ho visto persone, non pazienti. Io stesso sono stato marinaio
(qualcuno ha davvero pensato che lo fossi davvero) più che medico.
E tutto questo è importante per rompere i ruoli prefissati. Ho sentito
anche che le riflessioni dei partecipanti sottolineavano proprio questi
aspetti di normalità recuperata in un momento di confusione.
Aggiungerei alcune riflessioni sul futuro. La barca a vela ha una valenza metaforica notevole. Fare i conti con il mare e il vento, con le forze e le attrezzature disponibili e adeguare il proprio comportamento alle circostanze per raggiungere, malgrado le difficoltà, la propria meta sono attività altamente simboliche. Esperire simbolicamente le proprie vicende può essere di grande aiuto.
In questo senso mi sembra
utile preparare i pazienti su queste tematiche facendo osservare i parallelismi
ed addestrare gli accompagnatori a bordo a esplicitare le problematiche
nautiche significative, pur senza entrare nel merito delle questioni psicologiche
connesse.