Il 25 maggio del 2006 siamo andati a Portovenere, nel meraviglioso golfo di La Spezia. E’stata la prima uscita in barca a vela di malati oncologici, accompagnatori e terapeuti (medici, psicologi, infermieri e volontari) organizzata dall’Istituto dei Tumori di Milano e finanziata dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
La barca, uno Sloop, di 12 metri ci è stata offerta gratuitamente dall’associazione velistica “Snow ball” gestita da Natale Marcallini e Maurizio Terzaghi. Due skipper generosi, bravi e professionali. Si chiama “Mandragola” e proprio come l’erba che rappresenta anche lei ha qualche cosa di magico.
L’appuntamento è alle 7 del mattino, proprio davanti all’ingresso dell’ospedale. Trenta persone quando sono contente ed eccitate fanno veramente un grande chiasso. Ci sono ammalati in varie fasi di malattia, gli accompagnatori (mariti, amiche, sorelle, figli) e lo staff dei sanitari.
E’ stato un viaggio speciale. E’ stata una giornata speciale. La compagnia dei pullman quando ha saputo che cosa volevamo fare ci ha offerto, allo stesso prezzo, un pullman da 40 posti al posto di venti; l’autista designato ha accettato con molto piacere di accompagnarci e si è sentito un po’ a casa, i ristoratori dove ci siamo fermati a mangiare ci hanno offerto acqua e vino gratis. In poche parole è stata una giornata dove si è “celebrata” la cura medica globale, la solidarietà umana e la vicinanza tra malati e curanti.
L’esperienza della malattia
è veramente come trovarsi in mare aperto e sconosciuto, (a volte
in tempesta), in una barca/percorso di cura, guidata da skipper/ staff
curante in grado di cercare la rotta conoscendo le stelle/sapere medico
e psicologico. E’ anche un’esperienza, proprio come in barca, dove ciascuno
deve fare qualche cosa per sé e per gli altri. La cura di una malattia
così complessa richiede la partecipazione e l’impegno di tutti.
Medici, infermieri, psicologi, volontari, pazienti, parenti, amici e cittadini
comuni.
Questi scritti raccontano
quella giornata………e…. tante altre cose.