Quando l'aiuto viene da noi stessi: piccole e grandi soluzioni personali
(brani estratti dalle storie dei malati) 

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... Poi a poco a poco anche questa volta ho cominciato a vivere le giornate una per volta. Mi dicevo: "oggi è passato, ho senz’altro ancora domani". Credo che mi abbia aiutato anche il fatto che mi facevo programmi futili e sciocchi ... 

... Tutti i giorni prendevo il sole, andavo sempre in montagna, camminavo anche otto ore. Sono stata anche sul Gran Paradiso. Tutte queste reazioni mi hanno aiutata a dimenticare ... 

... Ne sto uscendo fuori mi sembra abbastanza bene. Pensavo che una cosa come questa mi traumatizzasse di più e invece la sto superando, forse con la fede, sarò aiutata anche da quello, non so, sto uscendo fuori abbastanza bene, magari due anni fa pensavo che una cosa come questa mi avrebbe messo a terra. Invece mi accorgo che standoci dentro ci si convive, si supera e si va avanti ... 

... Detto cosi può sembrare facile, ma ti assicuro che non lo è stato per niente. Ho impiegato molto tempo a riuscire a capire bene il come e il perché del mio comportamento, ma alla fine sono riuscito a impormi di cambiare completamente registro. Mi sono detto: ormai sono così e devo farmene una ragione, non posso cercare sempre qualche capro espiatorio di colpe di nessuno. Questa è la mia realtà e la devo accettare! ... 

... Non so neppure io come ho fatto ad affrontare tutto con coraggio e, devo dire, anche con serenità. Ci sono stati momenti terribili, come quando, dopo aver fatto la chemioterapia, stavo male e pensavo di non farcela. C’era anche tanta rabbia "perché" mi dicevo "è toccato proprio a me!". Mi sembrava di essere entrata in un tunnel senza uscita. Forse è proprio la disperazione e la voglia di vivere che ti aiutano a tirare fuori tutto quello che c’è dentro di te, e che nemmeno tu pensi di avere ... 

... addirittura l’anno scorso sono riuscita ad entrare al lavoro prima del previsto, così mi distraevo, avevo altri impegni e così la mente aveva tante altre cose a cui pensare e altri impegni da portare avanti e non stavo ferma lì al solito problema e al solito pensiero ... 

... L'importante è affrontare ogni giorno le difficoltà cercando di vivere, comunque, serenamente; l'importante è rimanere accanto al malato, non abbandonarlo ed infondergli sicurezza e fiducia. Questo è ciò che ho capito quel pomeriggio: sono entrata con un gran masso da portare sulle spalle, mi sono risvegliata il mattino dopo come una persona nuova, con una leggerezza mai provata. E da quel momento, ogni giorno è stato vissuto come fosse l'ultimo, con la certezza che poteva essere l'ultimo e la speranza che, Giuliano ed io potessimo godere di noi stessi ancora, come se il futuro, fosse per noi infinito .... 

... Ogni volta che mi addormentavo chiedevo al mio inconscio, al mio sé interiore di parlarmi, di mandarmi i suoi messaggi attraverso i sogni. Comunicare con il mio inconscio stava diventando un bisogno vitale; la mia salvezza era lì, nella consapevolezza di quello che mi stava succedendo. Comprendere la causa della mia malattia era l’unico modo per superarla definitivamente. Dovevo chiudere il mio cervello ed aprire il mio cuore, trasformando la mia vita … 

... Per cui mi sono detta che l’unica soluzione per affrontare questa prova era quella di chiamare a raccolta tutte le energie che un tempo mi appartenevano, per superare così questo drammatico momento, ma anche il futuro incerto ... 

... Poi, come un naufrago nella tempesta, per restare a galla, mi sono aggrappata agli scogli: la fede in Dio, i miei familiari, le amiche, le colleghe, i medici dell’ospedale, le "compagne di sventura". Così ho iniziato a lottare, ma non è stato facile vincere la paura che mi serrava lo stomaco. Come una bagnante alle prime armi, ho trovato il coraggio e la forza di "buttarmi"; dapprima in modo incerto, poi con maggior sicurezza e decisione, mi sono diretta verso la riva ... 

... Si, quanto tempo avevo? Ce ne avevo? Cosa fare? Chiudere gli occhi o affrontare il male e combatterlo? La seconda ipotesi mi è sembrata la più giusta per il mio carattere ... 

... Certamente le vicissitudini che ho dovuto affrontare con questa esperienza sono state parecchie e non sempre piacevoli, eppure, qualche volta, mi scoprio a pensare che mi sento più ricca spiritualmente e anche orgogliosa quando qualcuno mi dice "sei stata molto coraggiosa" ... 

... Ora ho il coraggio di fare delle scelte e di accettare le conseguenze anche se negative, ma almeno posso dire di aver tentato e non di essere stata seduta a guardare che le opportunità mi passassero avanti ... 

... Vorrei dire a tutte quelle persone che hanno questa malattia di credere nella medicina e di non dimenticare mai che quello che conta di più è la propria forza di volontà e la voglia di vivere. E’ l’insieme di questi tre fattori che ti permettono di sconfiggere il cancro. Importante è non mollare mai e continuare a combattere fino alla vittoria finale ... 

... Per queste poche righe che ti ho dedicato, caro lettore, posso e voglio dirti che con la volontà e la medicina oggi più di ieri si può guarire ...