Che
cosa significa per lei qualità di vita?
Vivere,
non saprei. Vivere bene. Speranza di vivere una vita bella. Poter fare
dei viaggi, una vita con la famiglia. Quello che pensavo prima, lo penso
tuttora. Non è che il male mi abbia cambiato, anzi, forse mi ha
fatto un pochino maturare. Quello si…e tanto. Venire qui dentro è
stata una cosa, un’esperienza positiva per me, perché prima ero
più…non saprei dire nemmeno io come. Entrare qui dentro mi ha dato
tanto. Il male non è che mi abbia cambiato
Ha
solo modificato leggeremente?
Si in
bene, in meglio, perché prima tante cose non riuscivo a capirle
ero più egoista, invece venendo qui, c’è chi sta peggio di
me, che…mi sono un po’
Mi
provi a fare degli esempi di cosa è cambiato in meglio.
Prima
ero più egoista pensavo solo a me e basta e invece adesso anche
per gli altri ho una parola buona, un gesto gentile, cose che prima non
avevo. (...) a maturare di più, a capire a capire i sentimenti della
gente, non è che prima non li capissi, ma mi sembrava che esagerassero,
che tutte vittime. Invece ho capito che hanno ragione. Questa mi sembrava
una cosa non strana, un po’ troppo esagerata, parlavano di tumore come
se fosse una condanna a morte, cosa che non è per niente vera.
Qualità
di vita è vivere. Provi a definire vivere per lei che cosa è?
Vivere…non
riesco a spiegarmi. Non so, poter avere dei momenti felici, essere utile
agli altri. Aiutare gli altri, tutte queste cose.
Che
cosa può contribuire a migliorare la qualità di vita?
Secondo
me la malattia. Nel mio caso si. Si capiscono tante cose.... Si capisce
veramente che cosa è la vita. Ci si attacca proprio. Ci si combatte…Mentre
prima, non è che non mi interessava…non è che la vita non
mi interessasse. Adesso ci si combatte di più. Prima dicevo "Anche
se muoio…". Invece adesso non dico più questo. Mi è venuto
un carattere anche un po’ più combattivo, un po’ più…personalizzato,
una cosa così. Un po’ più…sono proprio attaccata alla vita
(...) alla fine vinco io. Infatti, a quanto pare. Questo…non è che
non mi importasse, però non ci pensavo mai, intanto…anche se muoio,
però quando è successo, così ho cambiato opinione,
eh no, devo vivere e vivo. Mi ha aiutato veramente tanto, in tutto
Casualmente.
Si,
è stata una cosa improvvisa, io proprio non me la aspettavo. Li
per li l’ho presa male.
Quanti
anni aveva?
28,
ho fatto 29 adesso a febbraio. Li per li è stato un trauma, poi
piano piano, mi è successo…la prima operazione a luglio, la seconda
gennaio. (...) non andavo a pensare che era un tumore,il dottore mi ha
detto che era un nervo infiammato e io pensavo che era quello, invece no,
però, mi è venuta una voglia di combattere che prima non
avevo, dicevo come va va invece adesso no. Ci si attacca proprio alla vita.
Adesso
si sente vivere?
Si,
anche prima non è che non mi sentissi, era tutta un’altra cosa forse
era perché stavo bene (...)
Verso
di lei pensa di avere delle richieste diverse verso gli altri?
No,
una cosa che odio è il compatimento, quella mi manda in bestia,
a parte anche prima mi ha sempre dato fastidio, poi per il resto tutto
è come prima tranne forse il carattere che è cambiato in
una maniera
Si
è modificato?
Si un
bel po’
Che
cosa ha peggiorato la sua qualità di vita? Che cosa può peggiorare
la qualità di vita?
Per
me niente. Per ora è tutto come prima. C’è in più
quella voglia di vivere, quella voglia di fare, di fare di più…di
attaccarsi proprio alla vita…che nel momento in cui si sente…non che si
sta perdendo, perché non si sta perdendo…come una cosa morbosa ,
una cosa…che prima non ci pensavo minimamente (...). Alla morte non ci
facevo…invece adesso ogni tanto ci penso…Dico "Se mi va male", invece…
Qualche
volta capita?
Qualche
volta capita…quando faccio la chemio che sono un po’ giù, che allora
mi sento…poi basta…allora non mi ricordo più del male, non mi ricordo
più che mi hanno operato…Quando faccio la chemio che sto un pochettino
male, allora mi viene in mente che posso morire, se sto bene come adesso
l’ultimo pensiero è quello…non mi ricordo più della malattia,
della cosa…va un po’ a giorni, infatti ho dei giorni neri. Un giorno nero…
prima me la prendo con il Padre Eterno, che cosa ho fatto di male per mandarmi
questo…e poi penso magari di lasciare l’oro…di lasciare…questo lo lascio
a questo, questo all’altro…una cosa così…
Fa
una specie di testamento?
Si,
sempre, no non sempre. Poi penso alla cassa bianca…tutte quelle cose…poi
"ma perché devo morire, ma no"…poi mi passa, adesso non più,
ma i primi tempi…quando ho cominciato la chemioterapia ci pensavo di più,
adesso, mi capita quando vengo qua a fare la visita, infatti oggi ho fatto
la visita e sta notte non ho chiuso occhio, ho sempre paura che mi trovino
qualche cosa, una ghiandola, qualche cosa…a cui non si può porre
rimedio, la chemioterapia non ha fatto niente, poi dopo mi passa…quando
vengo qui di notte non dormo, non chiudo occhio…è una cosa più
forte di me…dopo passa, faccio la visita, mi dice che va tutto bene, mi
passa…anche li la cassa chiara, tutte quelle cose, cosa fanno i miei che
sono l’unica femmina, cosa fa mio marito da solo, chissà, si deve
riposare, poi cambio idea, tutto così. Però mi capitano di
rado perché ho un carattere abbastanza forte, reagisco. Cerco di
non pensarci, poi mi passa tutto, ritorno allegra, tanto oramai mi è
venuto. L’ho preso con rassegnazione…i primi giorni no. Quando il medico
mi ha detto cosa avevo, ancora un po’ mi prende l’infarto. Però
dopo piano, piano ho cominciato a rassegnarmi. Però c’è sempre
quella forza di vincere, di combattere. Quella non manca mai, "tanto alla
fine" dico "vinco io", non vince il male (...) c’è anche il carattere
che ti aiuta, che…
Lei
crede che il carattere sia fondamentale?
Per
me si, stando in reparto ho visto gente che stavano male anche loro e nessuno
dice di no, però come carattere molli, stavano più male di
quello che stavano, non riuscivano a reagire. Per me il carattere conta
tanto, se non riuscivo a reggere così (...). Dopo l’operazione ho
cercato subito di camminare di rimettermi in piedi, poi anche il carattere
sempre contenta sebbene abbia il male non mi sono mai abbattuta, quando
facevo la chemio si perché mi sbatteva a terra perché per
me la chemio è un terrore, parlarmi di chemioterapia mi viene il
terrore, preferirei un’altra operazione ad un ciclo di chemioterapia.
Cosa
significa chemioterapia?
Per
me è nausea, vomito, star male. La chemioterapia penso che mi circola
in tutto il corpo, mi sono messa in mente che mi può intaccare il
fegato, per me la chemioterapia è…a parte i disturbi che dà,
è proprio la chemio in se stessa, mi sono messa in mente che mi
può intaccare il fegato, (...) mi dice "non ti intacca niente agisce
solo dove deve agire e basta". Io ho sempre paura mi tocco sempre il fegato,
me lo sento ingrossato. La chemioterapia è paura, l’ho detto al
dottore "un’altra operazione, piuttosto, ma non un ciclo di chemio", poi
anche il trauma dei capelli, poi piano piano mi è passato, ma da
una capigliatura folta vedersi pelata, io li ho persi tutti in un colpo
solo, li ho tagliati corti corti, il giorno dopo sono rimasta calva, li
ho persi tutti, è stato un po’ un trauma, poi le sopracciglia, un
po’ era la vergogna, un po’…anche lì ci si rassegna, è la
cura che porta…però i capelli sono stati un trauma. Piano piano
passa ci si abitua anche a vedersi pelata, senza capelli, poi…li ho tagliati
mercoledì e poi (...) poi vedere tutti i capelli dentro la vasca,
un’impressione…se li perdevo a chiazze era peggio, invece tutti in un colpo
solo. Adesso ci si abitua. Mi dava fastidio la gente quando andavo in giro,
mi sembrava di essere un fenomeno da baraccone, lì ho sofferto tanto,
mi mancavano le sopracciglia, e la gente mi fermavano, mi toccavano i capelli
e lì ho sofferto tanto, poi piano piano…(...)a far le visite devo
venire per forza, poi non posso stare tutto il giorno tappata in casa (...),
mi toccavano, vedevano che…però io non glielo volevo dire, la gente
sembra che goda se il male fa male agli altri. Poi piano piano passa anche
quello, ci si abitua anche a quello. Un po’ brutto, non tutti sono uguali,
c’è quello che non chiede niente, e c’è quello…è stato
un colpo perché non me lo aspettavo proprio.
Se
dovesse pensare a dei sintomi che durante la malattia peggiorano o eventualmente
migliorano
A me
mi peggiora, vedevo gli altri che stavano con me non stavano male come
me, non si sentivano niente, né vomito né niente, si vede
che il mio corpo…mi dicevano "ogni corpo è soggettivo, magari stanno
più male di te e non te lo vengono a dire" poi piano piano, però
i primi giorni diventavo matta, non volevo farla più (...), io stavo
male. Nausea e vomito, poi i dolori, ho fatto due coliche addominali anche…però
gli altri non sentivano nulla (...). Prima chiedevo a tutti, anche per
la radioterapia ho chiesto in reparto se l’avevano fatta, se stavano bene,
se stavano male, tutti stavano bene e io sono stata male, se non fa male
a loro non lo farà neanche a me, invece a me faceva venire nausea
e vomito (...). Chiedevo, mi informavo, non tanto per paura perché
quella non ce l’ho, ma per sapere cos’era. Io voglio sapere a cosa serve,
il metodo che ha, come funziona (...)
Pianto,
non ho mai pianto, ho sempre cercato di reagire, ho sempre reagito anche
quando facevo la chemio, un momento prima stavo male un momento dopo ridevo
intanto è inutile che sto qua…
Sicuramente
le personali energie…
Per
me conta tanto quello, io in reparto vedevo la gente che era con me, c’era
una ragazza della mia età che sembrava che aveva 50 anni, sempre
a compiangersi, ma è assurdo, se fai così è peggio
(...). Lei era sempre a letto, piangeva sempre, non si muoveva mai. Io
ero sempre in giro, con il mio drenaggio in mano, anche il carattere mi
ha dato tanto, se mi mettevo a piangere, a quest’ora…invece io ho sempre
cercato di reagire, di non pensare al male, non ho quel pensiero fisso,
ci penso, ma a volte non mi ricordo più neanche che mi hanno operato.
Non l’ho cancellato, ma non è un pensiero fisso
Se
dovesse definire la sua qualità di vita in questo momento?
Direi
bella
Si
sente soddisfatta?
Si,
adesso che ho saputo di essere guarita poi
Questa intervista
è stata realizzata da un componente il gruppo IGEO
(Italian Group for the Evaluation of Outcomes in Oncology)
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