Che
cosa significa per lei il termine qualità di vita?
Qualità
di vita significa vivere secondo le proprie aspirazioni nel miglior modo
possibile, quindi sia per il corpo che per lo spirito. Questo, secondo
me, è la qualità di vita, indubbiamente. Anche perché
ritengo che non tutti riescano ad avere una qualità di vita abbastanza
elevata, nel senso che molti svolgono un lavoro che non gli è congeniale
e quindi subentra una scontentezza.. A parte l’alimentazione che fa proprio
parte della qualità e del modo di vivere come lo sport, l’aria aperta…Non
sempre è possibile riuscire a metterlo in paragone con quello che
si fa…Però quella è la qualità di vita: l’ottimale
sarebbe alimentazione, vita sana e lavoro ottimale...
Questa
è anche una buona qualità di vita?
Direi
di si. Poi riuscire a metterlo in pratica è un po’ diverso.
La
qualità di vita per un paziente oncologico, cosa potrebbe essere?
Dovrebbe
essere vivere in un ambiente sano e rilassato in modo da ridargli completamente
fiducia. Premetto che già la fiducia la riottieni qui, perché
io ho avuto una mezza crisi quando ho saputo di essere ammalata, poi ho
riacquistato completamente fiducia nel corso dei vari interventi e delle
varie terapie, per cui l’ho superata completamente, però, logicamente,
una persona così si sente o menomata o più debole degli altri.
Quindi vivere in ambiente sano, circondato da persone che lo sanno capire
e soprattutto reagire con una grande forza d’animo, non ritenendosi un
invalido, assolutamente.
Attualmente
la sua qualità di vita come è?
Ottimale,
perché sono riuscita ad ottenere quello che volevo, vivo in un ambiente
bello, ho una casa in campagna quindi ho parecchi alberi, una vita sana
a contatto con gli animali perché ho un centro di addestramento
di cani. Sono tranquillissima, questo mi ha fatto superare i due interventi,
le chemio, i rientri in ospedale che risalgono ai primi di settembre. Mi
sento bene, pronta a riaffrontare il lavoro, rilassata come se non fosse
successo niente
Che
cosa può contribuire ad una migliore qualità di vita?
Prima
di tutto è il paziente stesso che deve convincersi a migliorare
e a non lasciarsi cadere nello sconforto. Per il resto fanno un ottimo
lavoro i medici e tutto lo staff dell’ospedale. Forse bisognerebbe indirizzare
un attimino la gente su questa idea: che una persona che si ammala di questo
tipo di male non è da accantonare, non è perduta, non è
una persona condannata ma riesce a vivere come tutti gli altri anche se
con un pochettino di problemi, perché deve passare attraverso delle
fasi. Quindi forse una migliore, come, posso dire, informazione, una sensibilizzazione
sia per il paziente, sia per chi gli sta attorno. Perché qui assolutamente
no, qui fanno già di tutto e ci riescono, a meno che non ci sia
qualche persona trattata diversamente…
…sensibilizzazione
in che senso?
Nel
senso delle campagne stampa, oppure ricevendo i parenti, spiegando loro
che devono dare un aiuto morale non considerandolo come un ammalato ma
considerandolo come una persona che sì sta attraversando un periodo
critico ma può guarire tranquillamente, cioè dandogli forza.
A me è servito molto.
Lei
ha ricevuto aiuto dall’esterno?
Si
quando ho ricevuto la notizia dal dott B. che avevo un carcinoma poi rivelatosi
al terzo stadio, mi ha detto lei deve lottare con le unghie, ma deve dire
anche a casa che le diano tutto l’aiuto possibile (...) però la
devono trattare come una persona normale dandole la maggior serenità
possibile, ed in casa è stato proprio così, anzi ci scherzavamo
sopra, eravamo tutti convinti che ci sarebbe stato un certo periodo di
sofferenza che si sarebbe concluso come una normale appendicite e così
erano sensibilizzati anche loro (...). Quindi se si riuscisse a fare un
lavoro del genere sarebbe un grande aiuto.
Che
cosa è che provoca una cattiva qualità di vita?
Una
cattiva qualità di vita, una cattiva alimentazione, il non voler
bene a se stessi, quindi vivere in ambienti malsani, ora non dico il fumo,
perché…per carità, anche quello ha la sua importanza, però
c’è chi non riesce a smettere, quindi anche questo è un po’
opinabile, anche se a casa mia nessuno fuma. Tutto sommato, non voler bene
a se stessi, non avere fiducia in se stessi, non avere fiducia di guarire
e vivere un po’ alla giornata, facendo delle cose che uno non è
contento di fare. Non amando se stessi tutto sommato.
Per
un paziente oncologico, cosa potrebbe contribuire a peggiorare la sua qualità
di vita?
Indubbiamente
la sua condizione psicologica e le condizioni in cui vive, nonché
le persone che gli sono vicine. Io ho presente una persona che è
in reparto, e niente, piangeva in continuazione, non accettava il suo stato,
le sue condizioni, quindi anche le cure che si possono fare non agiscono
per cui è logico che è una brutta condizione. E poi rinchiudersi
e non reagire nel fare qualche cosa, magari non alzarsi da letto, dire
"intanto sono malato, sono debole, non posso più fare questo, quello,
quell’altro", praticamente si ha una fase regressiva e non si riesce a
fare nulla.
Come
è stato il suo iter di malattia?
Abbastanza
veloce e abbastanza traumatico nel senso che alla fine di maggio ero andata
dal
mio ginecologo per la solita visita annuale durante la quale non mi aveva
visto niente, ovviamente io avevo un tumore alle ovaie e il pap test lo
rileva solo sul canale dell’utero e mentre il mio ginecologo non aveva
scoperto questa ciste, diciamo così, e aveva detto che il mio utero
era un po’ fibromatoso e a settembre, ottobre se volevo potevo toglierlo
se mi dava fastidio. Sono andata avanti fino a giugno e a giugno ho avuto
i primi problemi, un po’ di mal di pancia, la pancia che gonfiava, ho telefonato
e lui mi ha tranquillizzata. Poi ho cominciato ad avere delle piccole perdite
ematiche, a non riuscire a dormire coricata, avevo delle flebiti da schiacciamento
ho deciso di fare le analisi per conto mio, ho detto "salto tutti e basta".
Ho fatto le analisi del sangue e ho scoperto la VES, se non sbaglio, a
45, ho fatto l’ecotomografia e ha rilevato una palla di 14 cm di diametro
sull’ovaio sinistro, ho fatto la TAC che ha rilevato evidenti necrosi (...).
Sono andata non dal ginecologo, ma dal mio medico che mi conosceva sin
da piccola che mi ha detto va subito a Milano perché qui a .......
no. Ho preso appuntamento con il dott D. ha visto che era una cosa grave,
mi ha fatto subito prendere accordi per l’operazione, il14 sono entrata,
il 21 sono stata operata con diagnosi di adenocarcinoma al terzo stadio
con ramificazioni molto sparse nell’addome. Ho fatto l’operazione, i cicli
di 5 giorni di chemioterapia, il 27 dicembre sono stata ricoverata per
l’esplorativa dove non hanno trovato più niente, non c’è
più traccia di malattia, mi hanno tolto un linfonodo però
per copertura ho dovuto fare questi altri tre cicli di chemio e questo
è l’ultimo.
Durante
questa fase che sintomi o effetti collaterali ha avuto?
Quelli
dell’intervento no, dovessi dire quando mi sono svegliata non ho sentito
male nel modo più assoluto, è il solito fastidio dei vari
tubi e tubicini che uno ha che dopo due o tre giorni si tolgono, per il
post intervento no, un po’ di fastidio il primo perché mettendo
il (...) mi ha provocato una pleure quindi hanno dovuto forare qui sotto
per togliere l’acqua dal polmone ma anche quella è stata una cosa
che si è risolta in breve tempo. Invece le chemioterapia mi ha procurato
parecchio vomito
E
non ha avuto problemi di abbassamento di globuli…
Quando
vado a casa la prima settimana più o meno normale poi vengono fatti
risalire con (...) perché soli non salgono in tempo per fare l’altro
ciclo e ultimamente ho qualche problema di formicolio ai piedi, per il
resto bene, i capelli non li ho persi
Il
fatto di avere qualche doloretto questo non ha…
Io ho
una soglia di sopportazione dei sintomi molto alta, poi capisco che sono
sintomi che devo avere perché purtroppo questa è una fase
che deve essere superata anche questa. So che nell’arco di qualche mese,
un anno sparirà completamente, quindi cerco di non sentirlo, io
guido la macchina normalmente, faccio tutto quello che facevo prima
Non
ha nessun tipo di problema in questo senso?
No
Quindi
non si sente handicappata?
Nel
modo più assoluto, adesso ho chiesto se posso riprendere a fare
ginnastica in palestra soprattutto per via della ferita, per la massa muscolare
perché con l’autodifesa se uno mi affronta mi metto lì, perché
tempo che mi metto in posizione buonanotte. Ho chiesto se potevo e mi hanno
detto di si, quindi quando arrivo a casa tempo di mettermi un pochettino
così, riprenderò la palestra
Non
si sente quindi menomata
No,
unica cosa non metterò più il bikini, metterò il costume
intero, c’è una cicatrice che va da lì a lì un po’
antipatica da vedere, però, anche nella vita normale, negli approcci
sessuali no non mi dà nessun fastidio, mi da fastidio di più
il (...), il tubicino con la scatoletta, respirerò quando me lo
tolgono.
Questa intervista
è stata realizzata da un componente il gruppo IGEO
(Italian Group for the Evaluation of Outcomes in Oncology)
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