Volevo
chiederle che concetto ha, che cosa le fa pensare, che cos’è in
sostanza per lei la qualità di vita?
Soprattutto
è stare bene, in salute, fisicamente, certo a volte noi facciamo
una comparazione fra la qualità e la quantità e si dice è
inutile vivere tanto se poi si vive male, meglio vivere di meno ma bene,
e questo rispecchia molto questo concetto, perché quando si sta
male come nel caso mio o nel caso di tutte le persone ricoverate qui, la
vita perde un po’ di significato perché tu stai sempre male, sei
sempre dipendente dai medici, dai medicinali, dai controlli, non ti senti
più libero quasi che la tua vita non ti appartenesse più
e poi purtroppo questo grosso punto interrogativo sul futuro. Per quanto
si può essere fiduciosi, e bisogna esserlo, però c’è
il dubbio sul futuro, delle ricadute, di ristare male
Più
in generale al di là della sua concezione della qualità di
vita relativamente alla sua malattia che cosa pensa di questo concetto?
Sicuramente
la vita è una gran cosa c’abbiamo solo questa…si a volte uno pensa,
mi viene da pensare quanto valga la pena viverla per noi che viviamo in
città, in una metropoli, con tutte le difficoltà che abbiamo,
è una vita poco naturale, poco a dimensione umana, il traffico,
lo smog, lo stress, il lavoro, poi in particolare in Italia che viviamo
questo momento economico e politico e questo influisce molto, perché
io mi guardo intorno, parlo con gli amici, i colleghi, la gente è
un po’ sfiduciata e anche un po’ sbandata mentalmente, sente che è
un momento precario. Però certo che la vita è una bella cosa,
è bello viverla. La cosa fondamentale sono gli affetti,
avere degli amici, delle persone che ti vogliono bene a cui voler bene
è fondamentale, una vita senza affetti ha poco significato. E poi
certo la vita bisognerebbe prenderla con un po’ di filosofia, ci sono tanti
doveri però c’è pure qualche diritto, prendersi una vacanza,
prendersi una serata in allegria e questo è fondamentale, questo
è un’organizzazione di vita giornaliera che si può avere..
Ci
sono delle cose che migliorano la qualità di vita di un individuo,
che cosa è in sostanza che migliora…
Sicuramente
gli affetti e poi la tranquillità economica sicuramente migliora
la qualità di vita, nei piccoli problemi quotidiani che può
essere la casa oppure se si hanno dei bambini da far crescere, io non li
ho, però capisco chi li ha che per loro vuole il meglio, sicuramente
è anche una concezione di vita che ci viene data dalla società
industrializzata in cui viviamo noi. Fino a 50 anni fa, 100 anni fa i nostri
genitori i nostri nonni vivevano in condizioni sicuramente diverse, a livello
igienico-sanitarie sicuramente stavano peggio, però chissà
dal punto di vista di stress, di valori umani probabilmente stavano meglio
di noi. Ecco quello che a me personalmente dispiace che si sta perdendo
sono i valori umani, la gente è indifferente a tutto, non è
interessata a nulla, veramente c’è tanta indifferenza, menefreghismo,
questo è il brutto. Io do molta importanza ai valori interiori,
dell’anima. Poi ripeto il discorso economico, se c’è una tranquillità
economica tutto è meglio perché si vive tutto con più
tranquillità, anche nel caso della malattia la si affronta con più
sicurezza, però sicuramente il discorso dei sentimenti è
più importante. Perché altrimenti vivere per accumulare solo
beni e ricchezze o per vivere solo delle situazioni pratiche, per carità
ci vogliono pure quelle, pure quelle sono esperienze, bagaglio, però
sicuramente è il discorso psicologico quello più importante.
Questo
è quello che migliora, e invece cosa è che lo peggiora, anche
se implicitamente me lo ha già detto…
Sicuramente
la vita se si sta male è brutta, la salute è una gran cosa
ed è vero, rispolveriamo i vecchi proverbi dei nostri nonni che
però sono fonte di saggezza, la salute è tutto, quando si
sta bene si affronta tutto e non si ha paura di niente e poi si è
fiduciosi nel domani, ci si sente forti e si ha il domani, la propria esistenza
nelle proprie mani, senti che tu sei artefice del tuo futuro, la salute
è importante…E poi la cosa che la peggiora sono i dispiaceri, i
dolori nella vita sono tanti, a parte quelli personali, non so la malattia
di una persona cara, la perdita di una persona cara, sono tanti i dolori,
io penso che nella vita ci sono più dolori che gioie.
Per
scendere un pochino al problema suo personale, per quello che riguarda
lei e i sintomi sia fisici che psicologici che lei ha, quali di questi
sintomi le sembra che condizionino in negativo o talvolta anche forse in
positivo indirettamente la sua vita?
Sicuramente
i sintomi fisici, i giorni in cui faccio la terapia sto proprio male, malissimo,
ti senti veramente uno straccio, ti senti una nullità come persona
e questa è una sensazione bruttissima, tu non sei padrone di te
stesso, perché il dolore e la sensazione di star male ti annullano,
poi ecco dipende dagli altri, io sono fortunata, nei giorni in cui sto
male non vengo mai lasciata sola, amici, amiche, è importante, perché
psicologicamente avere una persona vicino. Però con calma si può
comunque riparare, prendere le cose con filosofia, a volte si esagera,
ogni cosa nella vita la prendiamo di punta, invece no, perché? Perché
arrabbiarsi e prendersela più di tanto con le cose che contano,
che valgono, ma non con le banalità. Ecco questo si, nel lavoro,
nella vita ho assunto un atteggiamento molto più paziente, molto
più tranquillo, non vale pena prendersela per le cose banali, ci
sono delle cose molto più importanti. E questo penso sia una cosa
che si capisce solo vivendo, si paga sulla propria pelle. Ecco poi non
so se questo è un sintomo comune ad altre persone nella mia condizione.
Questa intervista
è stata realizzata da un componente il gruppo IGEO
(Italian Group for the Evaluation of Outcomes in Oncology)
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