Che
cosa è per lei la qualità di vita? Che cosa pensa che questa
espressione possa significare?
La qualità
di vita in che senso? La vita com’è. La qualità di vita attuale?
Che
cosa è la qualità di vita? Che cosa qualifica in un certo
senso la nostra vita che la rende...
Il valore
è quello di crescere, di sposarsi, di crearsi una famiglia, di vivere
con il marito, con i figli vicino, la qualità di vita per me è
questa, come donna di casa, donna sposata sono soddisfatta di questo, io
do valore alla famiglia, per questo sono una donna casalinga, ho lavorato
10 anni da ragazza, poi mi sono sposata, ho fatto la mamma a tempo pieno
e sono soddisfatta di questo. Ho cresciuto i miei figli.
Che
cosa è che può migliorare, secondo lei la qualità
di vita di una persona? Ci sono delle cose che possono migliorarla?
In che
senso? La vita è bella, va vissuta, senza intoppi, senza malattie,
certo poi quando capita questo, qualche cosa che sconvolge un po’ la vita
è meno bella, ma non per questo bisogna fermarsi, bisogna andare
avanti, io dico tutto sommato la vita è bella, va vissuta.
Che
cosa la rende bella? Che cosa può renderla più bella?
Che
cosa più della famiglia, più di dividerla, più della
salute, avere la salute ad esempio, penso che sia la cosa migliore, avere
tanti soldi e non avere la salute tutto sommato non vale niente. C’è
chi da molta importanza ai soldi, io forse do meno importanza ai soldi
e più ad altre cose…
Ad
esempio?
Avere
una famiglia unita, volersi bene e avere la salute. Io do più importanza
alla salute, io quello che chiedo al Signore e tutto sommato è la
salute prima di altre cose per la mia famiglia, per tutti. Quando c’è
quella c’è tutto, tutto si può fare, quando non c’è
quella, non c’è niente che tenga, non conta più niente.
Oltre
alla salute c’è qualcos’altro che migliora la sua qualità
di vita?
Non
so, cosa migliora la mia qualità di vita, non so.
Invece
cosa peggiora la sua qualità di vita?
Come
ripeto la peggiorano gli intoppi, una malattia, il contrario è ovvio.
La vita improvvisamente si fa buia perché c’è qualcosa che
la sconvolge un po’. Io penso tutti noi vorremmo una vita tranquilla, serena,
ma purtroppo la vita riserva anche quello, quando capita la vita è
meno bella, quando si superano si ritorna ad essere sereni.
Rispetto
alla sua esperienza, questi intoppi che caratteristiche hanno, anche rispetto
a questa malattia?
Diciamo
che io l’ho affrontata proprio non pensandoci minimamente, io sono una
terrorizzata per il male, lo sono sempre stata, qualsiasi cosa mi allarma,
la mia malattia l’ho sempre sottovalutata, pensavo che a me una cosa del
genere non dovesse mai accadere, quindi non ci ho mai dato importanza,
pensavo fosse un normale fibroma, da togliere e basta, quindi sono andata
con la massima tranquillità. Quindi tutto quello che mi è
capitato dopo, che grazie a Dio non è stata una cosa grave, di quelle
più gravi, l’ho affrontata quasi con incredulità. Non è
possibile che io andavo incontro del genere, perché io pensavo che
a me una cosa del genere non potesse mai accadere, l’ho affrontata così.
In
che termini queste cose sono diventate un intoppo?
Un intoppo,
il momento che io sono stata operata quando poi ho avuto l’esame è
uscito fuori che io avevo questo qualche cosa che stava degenerando, quindi
il primo impatto con questo ospedale.
Quindi
è soprattutto un aspetto emotivo quello a cui si riferisce?
E certo,
mi sono trovata coinvolta in questa cosa che non avrei mai pensato
E
che sentimenti ha provato?
Sentimenti
brutti, perché quando sono venuta qui e ho visto sotto reparto di
oncologia proprio mi è caduto il mondo, reparto di oncologia, io
devo andare in questo reparto? A fare che cosa? Quasi spaventata. Ma è
possibile che io debbo entrare qui dentro? Poi ringraziando il cielo ho
trovato una équipe veramente favolosa e tutto sommato la cosa me
l’hanno fatta meno tragica di come in quel momento io la vedevo. Persone
squisite che mi hanno tranquillizzato, "signora guardi che sono solo controlli,
è una prevenzione, deve stare tranquilla". Sono due anni che mi
trovo in questo meccanismo, quasi, quasi è diventata una cosa normale,
anche se ogni volta che salgo queste scale provo quel qualche cosa, ma
poi passa, ho fatto la mia visita, poi ci rivediamo fra tre mesi, cosa
che poi passa, io adesso per tre mesi sono tranquilla, poi riparto con
analisi, lastre, un pochino di tensione e poi passa.
Che
sintomi ha che in qualche modo possono darle fastidio?
Per
l’intervento o per quello che provo
Sia
per l’una che per l’altra cosa, ci sono dei sintomi fisici che disturbano
la sua vita e ci sono dei disturbi psicologici che disturbano la sua vita?
Tutto
sommato queste prove mi fanno apprezzare di più la vita, la vita
si apprezza di più, si capisce che quello che uno non pensa dovesse
mai accadere improvvisamente invece arriva.
Questo
era l’aspetto più positivo in qualche modo. Sul piano fisico, i
sintomi come condizionano la sua vita?
Per
ciò che mi riguarda non ne ho. In questo momento sono una donna
in menopausa quindi ho i miei problemi per quanto riguarda l’intervento
che ho subito, cose che si superano, tutto sommato. Ne
sto uscendo fuori mi sembra abbastanza bene. Pensavo che una cosa come
questa mi traumatizzasse di più e invece la sto superando, forse
con la fede, sarò aiutata anche da quello, non so, sto uscendo fuori
abbastanza bene, magari due anni fa pensavo che una cosa come questa mi
avrebbe messo a terra. Invece mi accorgo che standoci dentro ci si convive,
si supera e si va avanti.
Lei
è una persona religiosa?
Si,
abbastanza, mi aiuta
C’è
qualche cosa che vuole aggiungere a quello che mi ha detto, rispetto alla
sua esperienza di malattia e a quello che ha comportato nella sua vita,
cosa ha cambiato?
Come
ripeto non mi ha cambiato più di tanto perché l’ho affrontata
abbastanza bene(.... Sono quella che ero, forse mi sono attaccata di più
perché penso che la vita può sfuggire da un momento all’altro,
quando ci penso a questa cosa che mi è accaduta siccome la mia dottoressa
mi dice se avessimo aspettato ancora un po’ forse, forse…se oggi la cosa
l’abbiamo superata forse, forse sarebbe stato più tragico, ringrazio
Dio di esserne uscita fuori nel miglior modo possibile. E quando penso
che potevo entrare in questo meccanismo per una cosa più tragica,
non ci posso pensare, è un pensiero che mando via, non è
possibile non mi potevo trovare in una situazione più tragica (cassetta
si interrompe). All’inizio avevo il ginecologo che mi teneva sotto controllo
che mi diceva che questo fibroma lo dovevo tenere, dovevo aspettare la
menopausa per vedere l’evoluzione, poi sfortunatamente questo ginecologo
è morto, io mi sono rivolta ad un altro che mi ha detto un'altra
cosa, che avrei dovuto fare delle punture per mandare via il ciclo e vedere
se questo fibroma si asciugava, passavano gli anni. Poi ad un certo punto
avevo le emorragie, mi curava un omeopata che con delle soluzioni mi bloccava
l’emorragia e si andava avanti. Alla fine avevo un’emorragia fortissima,
il mio omeopata non c’era, quindi sono andata al pronto soccorso. Al pronto
soccorso mi volevano ricoverare, io ho detto ho due figli a casa, allora
mi hanno detto va bene signora vada a casa e mi hanno dato un’altra cura....
Allora mio marito mi ha detto bisogna andare da un ginecologo un po’ in
gamba e siamo andati dal ginecologo che ha fatto nascere i miei figli,
mi ha fatto un’ecografia, mi ha detto qui assolutamente non bisogna aspettare,
bisogna operare...
Questa intervista
è stata realizzata da un componente il gruppo IGEO
(Italian Group for the Evaluation of Outcomes in Oncology)
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