Che
cosa significa per lei il termine qualità di vita?
Qualità
di vita è star bene fisicamente prima di tutto, ora dico questo
perché ho avuto questi problemi di salute allora questa cosa aumenta
di importanza. Però star bene non vuol dire solo questo, vuole dire
anche star bene con se stessi, avere un buon rapporto con i familiari,
con gli amici…Star bene un po’ con tutti. Avere un lavoro che ti piace,
che ti da soddisfazione.
Dovendo
parlare di qualità di vita in questo momento e non in senso generale?
Se dovesse dare adesso un significato alla qualità di vita in questo
momento, cosa direbbe? Ad esempio valuterebbe degli aspetti negativi in
questo ambito, adesso?
Per
come sono io si. Io sono una persona molto attiva e vedermi non poter fare
delle cose, mi spiace tantissimo, per me e per chi è come me, è
brutto anche per i miei familiari, infatti anche i miei mio padre e mia
madre non sanno niente di questa storia, si certo ho detto, ma ne sanno
proprio una minima parte, perché non voglio che ecc. E quindi la
vivo male questa cosa, perché finché posso ho potuto cercare
di fare proprio al massimo la vita mia il più possibile.
Quindi
se ci sono stati dei cambiamenti in che modo ci sono stati proprio in termini
concreti e pratici?
Soprattutto
i primi tre e 4 giorni della chemioterapia si ha questa nausea, questo
vomito, l’astenia proprio stanchezza. Uno cerca di fare e fare, poi vedo
che dopo un po’ non posso. Per es. il primo ciclo di chemio, forse perché
era il primo ciclo, me lo hanno fatto di mercoledì e la domenica,
di sera; ero allo stadio, siamo andati a cena con gli amici, dalla seconda
in poi è andata un po’ più…difficile, perché fisicamente
si comincia a sentire man mano…
Oltre
la stanchezza e la nausea, aveva qualche altra cosa che le dava fastidio?
No perché
poi quello che a me da più fastidio è il fattore di crescita
perché mi porta una forte allergia, dato che sono iniezioni subcutanee,
mi vengono dei ponfi, adesso va bene che non siamo in estate, ma poi dolorosi
per un giorno, e fastidiosi e soprattutto la prima, perché devo
farne 8 da quattro giorni prima della chemio per 8 giorni, una tutte le
sere. Fatto di dover mettere la tachipirina prima già quello mi
da fastidio, soprattutto la prima mi porta come se mi venisse l’influenza
all’improvviso, narici chiuse, gola arrossata, senso come se avessi la
tracheite e questo dura mezz’ora, tre quarti d’ora e questo è pesante....
Poi le altre no, mi restano solo i ponfi.
A
livello psicologico, ci sono dei cambiamenti?
Si,
si, li vede. Il morale, pazzesco, io subito non capivo anche perché
ho sempre cercato di non piangere, di tirarmi su, di farmi molta forza
da sola con questo vedo che non ci riesco.
Quindi
cambiamento di umore…
Si,
depressione, cosa che non ho mai avuto, nervosismo si ma depressione no,
anche prima, magari prima quando ho fatto la (...) avevo venti anni, ho
sempre cercato di farmi forza, non ho mai fatto queste scene a parte prima
dell’intervento, però non mi sono mai lasciata andare così…
Lei
è una donna molto curata nell’aspetto, anche dal punto di vista
esteriore una donna a queste cose fa caso, ha sentito dei cambiamenti anche
in questo?
Si,
tanto. A parte i capelli, tutti dicono poi ricrescono, ma io ne ho sempre
avuti tantissimi, belli, ricci, sentirsi dire per tutta la vita "che bei
capelli che hai, quanti ne hai…", va beh. Fisicamente posso aver preso
qualche chilo, però poi si figuri quando ho fatto la .... che facevo
anche 250 mg di cortisone in vena, ero 74 chili, quella cosa già
passata, anche se me lo avevano detto, mi hanno detto "tenderà ad
ingrassare qualche chilo", quello non mi spaventa tanto anche mi da fastidio
perché sono stata una persona abbastanza magra, normale. E poi mi
sono sempre curata, non ho mai fatto cose particolare, costituzionalmente
sono così, ho una sorella uguale a me, anche come ginnastica
Ha
fatto attività fisica?
Da ragazzina
ho giocato a pallavolo.
Anche
adesso, negli ultimi mesi faceva attività fisica?
Adesso
no, perché con il negozio, d’estate soprattutto lavoriamo tanto
Mi
ha detto prima che quando faceva la chemio non ha avuto problemi ad uscire,
si è modificato qualcosa…
Il rapporto
con la gente? Si un pochino, ma credo sia una cosa legata ai capelli....
Al primo ciclo avevo ancora i miei capelli e ancora per un po’ li ho avuti,
forse sono un persona superficiale, ma dare una buona immagine di me per
me è importante e adesso che ho la parrucca anche se tutti mi dicono,
che poi sono 4 o 5 a saperlo, "non si vede", allora tendo a stare…perché
come carattere sono socievole e…non posso dire che ho tantissimi amici,
perché gli amici amici sono quelli che in questi momenti ti stanno
vicini, però conosco tantissima gente, un po’ per il lavoro che
faccio e mi piace la compagnia e stare in mezzo alla gente, quindi anche
il mio ragazzo spesso molto in mezzo alla gente, e infatti adesso se ne
sono accorti. Esco, non è che sto chiusa in casa, esco, faccio la
passeggiatina ecc, ecc. Però la sera eravamo abituati a vederci
in un bar dove ci si ritrova i soliti amici e poi si va a cena fuori ecc.
poi essendo un paese piccolo…e anche lì "ma la Luigina come mai…"
fossi stata un carattere che…e invece "come mai non esce più", ecco
non ce la faccio, non ce la faccio proprio. Ora piano piano....
Se
dovesse dire invece degli aspetti positivi, invece, rispetto a questo…ci
sono stati degli aspetti positivi relativi a questo momento della sua vita?
Si,
si…dunque soprattutto per quanto riguarda gli amici, delle persone che
erano già amici prima ma che non pensavo che mi andavano benissimo
così come erano come persone, ma che anche davano un’immagine diversa
di loro. Una mia amica è stata proprio un esempio lampante per me
che non mi sarei mai aspettata…perché anche lei ha un carattere
un po’ come me, è un po’ burbera, un po’ forte, indipendente, e
invece di una dolcezza, di una disponibilità che mi ha proprio colpita
in contrapposizione di quello che uno è abituato a dare dell’immagine
di sé, capace di essere dolcissima. E così con un’altra mia
amica è successo lo stesso, con il mio ragazzo che non pensavo fosse
così, anche lui sempre abbastanza…perché tra me e lui è
sempre successo questo che quando c’è qualche problema ero, sono
sempre io quella che riesce a risolverlo. Ha dovuto fare un intervento
al setto nasale, prima volta in ospedale, una tragedia, io no. Poi per
qualsiasi cosa…adesso io avevo paura perché mi ero accorta che lui
si appoggiava tantissimo a me e avevo paura che adesso che sono io che…magari…e
invece no anche questo ho scoperto che c’è quando è il momento
di esserci, ecco non solo di appoggiarsi
Quale
sintomo fisico o psicologico influenza la sua qualità di vita?
Fisico,
la dinamicità, il voler fare le stesse cose che facevo prima con
la stessa intensità, le faccio lo stesso almeno per il momento,
ma molto più a rilento, ecco quello mi limita, al mattino mi alzo
e penso nella mia testa "devo fare questo, questo, questo" e arrivo alla
sera che mi accorgo di aver fatto la metà e mi da fastidio allora
mi deprimo "ecco non sono più quella di prima, non la sarò
mai più" ed invece poi mi dico "ma no, è un momento, poi
passerà". Questo è fisico. Psicologico, non lo so, sei depresso,
un po’ per la chemio, l’intervento, paura…
Che
paure sono?
Paura
della malattia, che non ci siano recidive, per il resto no, a parte la
salute, perché la vita è sempre stata anche se incasinatissima
sempre, sono separata, da bambina sono stata dai 9 ai 15 anni in collegio
ed è stata un’esperienza che…poi la malattia che per 3-4 anni mi
ha tenuto legata ad un modo quando ti senti dire "è una malattia
cronica" , i primi anni è dura poi ti vedi che sei così,
non fai terapia che è importantissimo, fai il tuo controllino una
volta all’anno, basta sei una persona normale. E adesso questa so che bene
o male di nuovo la cambierà, controlli, dolore allo stomaco, non
è semplicemente un dolore allo stamaco, questo mi spaventa avere
la forza di riprendersi…
La
cosa che le è mancata di più è la maternità.....
Il fatto
di non avere figli, di non averne avuto quando era il momento, perché
mi avevano detto stai tranquilla non c’è problema, dovrai esser
un po’ più controllata, questo a maggio, infatti avevo già
fatto tutti gli esami classici che si fanno, tutti perfetti, gli screening
per la rosolia, toxoplasmosi, tutti perfetti…da una parte meno male. Nel’85
ero rimasta incinta di mio marito ero ancora in terapia prendevo 4 mg a
giorni alterni, avevo preso un mese o due mesi prima l'.... Io appena sono
rimasta incinta non ci pensavo neanche al fatto di non portare avanti la
gravidanza. Il dott. N. non era molto contento che portassi avanti la gravidanza
mentre al padiglione mi hanno detto non c’è problema, c’è
una mamma che ha avuto…L’ho detto al dottore mi ha detto "va bene, sono
scelte personali" e invece dopo qualche giorno mi chiama il dott. N. che
mi dice che si era voluto informare meglio e che il fatto che io nelle
prime settimane, perché io mi sono accorta di essere incinta che
ero già di 8 settimane, perché in quel periodo le mestruazioni
erano sballatissime, non tanto il cortisone, ma l’altro farmaco, aveva
telefonato alla casa e mi ha spiegato tutto, come consiglio mi diceva di
non portare avanti la gravidanza perché c’erano altissime probabilità
di cecità…e quindi ho dovuto abortire. Tra una storia e l’altra
sono andata ad abortire alla dodicesima settimana.
E
quindi anche in questo momento è rimessa in discussione questa possibilità…
Si,
si, si riscatena tutto. Adesso ho due nipotine una di tre mesi e una di
quattro anni, per carità, poi so che i bambini si possono adottare,
ma è così forse è questa storia che mi portavo dietro.
I primi anni ero giovane e mi sono ripresa, poi quell’esperienza lì
non ti…al momento ci sono stata malissimo, ma pensavo che andando si attenuasse
e invece è stata una cosa costante nella mia vita. Io ho abortito
il 6 gennaio, e tutti i 6 gennaio…oppure vedo un bambino e dico "io avrei
un figlio così".
Qui
l’ha operata il dott. C.?
Si
Ne
ha parlato con lui di questi problemi? Come è stato il rapporto
con i medici?
Qui
il lato umano non è che sia moltissimo…soprattutto in degenza è
tutto molto asettico. Capisco benissimo, con tutta la gente che vedono,
ma a volte basterebbe un sorriso, invece…invece la prima volta che ho parlato
con il dott. C. ho detto "un umano" e anche l’anestesista. Io penso che
questo lato dovrebbe essere un po’ più curato. Io ho un’amica che
fa l’infermiera che mi aiuta e che mi dice che è così, poi
tu te ne vai e loro non si ricordano neanche che faccia hai, tanto la tua
vita in quel momento è a contatto con loro, i tuoi punti di riferimento
sono loro. Andrebbe un po’…pazienza, poi uno dice l’importante è
risolvere il problema.
Questa intervista
è stata realizzata da un componente il gruppo IGEO
(Italian Group for the Evaluation of Outcomes in Oncology)
indietro
|