Che
cosa significa per lei qualità di vita?
Qualità
di vita è il modo in cui uno vive, più o meno bene. Vivere
tranquillamente, prima di tutto, senza problemi di malattie. Quando ci
sono queste malattie cambia un po’ tutto. Cambia la qualità.
In
che modo cambia?
Prima
non si pensava a certe cose. "Non può succedere a noi" si dice sempre.
Non ci si pensa alle malattie. Poi quando ti succede…mi è toccato.
Io all’inizio pensavo di non farcela....
Che
cosa ha modificato nella qualità di vita?
Innanzitutto
io ho tre bambini. E penso a loro...
Mi
stava dicendo…
L’anno
scorso ho avuto i primi sintomi, dolori, sono andato dal prof B., all’ospedale
B.. Mi hanno fatto una visitina così, mi hanno fatto una flebo per
il dolore e mi hanno mandato a casa. Poi mi sono recato un paio di volte
perché avevo sempre questi dolori, mi hanno mandato in urologia
perché io i dolori li sentivo al basso ventre. Lì mi hanno
ricoverato, mi hanno fatto delle analisi però non mi hanno trovato
niente, mi hanno dimesso dopo 11 giorni dandomi delle analisi, delle cure,
però i dolori li avevo sempre. Ogni tanto andavo e mi facevano queste
flebo per il dolore. I primi di settembre ho avuto la febbre alta, dolori,
sono andato al pronto soccorso e mi hanno mandato a urologia, e lì
dopo varie analisi non vedevano niente, alla fine l’hanno visto con la
TAC. Mi hanno detto c’è un tumore all’intestino attaccato alla vescica,
era ulcerato e filtravano le feci dall’intestino alla vescica. Mi hanno
operato ad ottobre e il giorno che mi hanno dimesso, mi hanno detto che
era maligno e mi hanno mandato qui dal prof. M. per iniziare la chemioterapia.
Il primo periodo è stato bruttissimo, non volevo uscire, non volevo
parlare con nessuno, pensavo sempre ai miei figli, ai bambini come avrebbero
fatto se…come faranno quando non ci sarò.
Ha
potuto continuare il suo lavoro?
A gennaio
ho ripreso a lavorare
Lavora
in proprio?
No con
un amico. Però questo fatto di interrompere un giorno la settimana
ha creato un po’ di. Porto il certificato medico, però pretendono
che recuperi queste ore che perdo anche se queste ore le dovrebbe pagare
l’INPS. Problemi così. Come vita ho ripreso, sto lavorando, non
ci penso, sono abbastanza tranquillo
Quanto
ha inciso il fatto che ha dovuto interrompere?
Sono
stato 5 mesi fermo, non ce la facevo.... Questi dolori non mi permettevano
di fare niente, ho perso 17 chili di peso, ero debolissimo, non ce la facevo
di fare niente
Adesso
quali sono i sintomi fisici e psicologici che hanno influenza sulla sua
qualità di vita?
sintomi
fisici, sto abbastanza bene, sento le mani un po’ gonfie
Come
influiscono questi sintomi
Non
mi permettono di stringere bene… al lavoro, non è che siano grossi
problemi, dopo un po’ passa.
Come
li supera?
Non
pensandoci, perché se ci penso sento tutti i dolorini nelle ossa,
cric crac, cigolii, poi lavorando soprattutto non ci penso, lavorando o
parlando con gli amici al bar. Pesa molto quando si è soli.
Cosa
può rendere buona qualità di vita all’interno di questa esperienza?
Innanzitutto
lavorare tranquillamente senza badare troppo al principale. Uscire, frequentare
amici, parlare. Cercare di non pensare perché se ci pensi stai male.
Quali
sono gli aspetti psicologici che hanno avuto influenza sulla sua qualità
di vita? Ciò che a parer suo influisce sulla sua qualità
di vita? Quali sono i pensieri che modificano la sua qualità di
vita? … Il fatto di pensare ai suoi figli…
Questo
mi stimola ad andare avanti… Il bisogno di mia moglie, di avere affetto.
Li ho sentiti più bambini, più miei, mi sono attaccato di
più prima ero un po’…li ho sentiti più attaccati a me, cioè
io mi sono attaccato più a loro.
Cosa
può contribuire a rendere povera o cattiva la qualità di
vita?
Quando
si è così malati è sempre brutta la qualità
di vita. Quando si è sani è sempre più bella anche
se sei povero economicamente. Io ero proprio spensierato prima di questo…non
ci pensavo proprio. Dopo questo mi è caduto il mondo addosso.
Ma
rispetto a prima cosa è cambiato? Lei ha ripreso il lavoro mi pare?
Tra prima e dopo cosa è cambiato? Cosa è diventato più
povero, più cattivo?
Non
so cosa dirle. Nel campo del lavoro non è che è cambiato
molto a parte che non mi posso sforzare tanto.
Quando
si è malati la qualità di vita è sempre cattiva? Io
vorrei capire gli aspetti pratici della sua giornata.
Non
è così cattiva, adesso non ci penso tanto. Lavoro, rientro
a casa…Mi viene un po’ di crisi quando comincia ad arrivare il mercoledì
sera perché il giovedì faccio questa terapia e…posso stare
male, un po’ di nausea…
Ci
sono degli aspetti fisici che incidono?
Anche.
Questa brutta voglia che mi provoca questa chemioterapia. Dopo fatta mi
sento nausea, ho voglia di vomitare. A volte non sento anche niente però
la maggior parte sto male.
Questi
disturbi fisici in che modo influenzano?
Nervosismo,
un po’, e neanche voglia di parlare…
E
quindi questo influenza alcuni momenti della sua settimana?
Beh,
si.
Da
un punto di vista psicologico?
Penso
che potrebbero essere le cattive notizie, che…un giorno ti mandano a fare
l’elettrocardiogramma, un giorno la schermografia…mi hanno fatto fare l’urografia.
E penso che se ci sono brutte notizie in base a questi esami. Cioè,
si pensa sempre. E’ una questione di pensare.
Questa intervista
è stata realizzata da un componente il gruppo IGEO
(Italian Group for the Evaluation of Outcomes in Oncology)
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