| Sono
Ferruccio, ho 68 anni e sono stomizzato.
Vorrei che la mia storia fosse utile a coloro che stanno per affrontare un intervento come quello che ho subito, per fugare in loro il timore di diventare ……. handicappati, per imparare a convivere con la parola stomia. Oggi posso dire che ho subito un operazione che mi ha salvato la vita, ma al contempo mi ha sconvolto l’esistenza. Nel maggio del 2000, all’ospedale di Arezzo dove abitavo, dopo diversi mesi che soffrivo di emorroidi, dopo l’ennesima visita specialistica, mi venne diagnosticato un carcinoma al colon retto. Fui sottoposto con urgenza all’intervento chirurgico relativo, con deviazione del colon e relativa stomia. L’intervento fu eseguito dal Dr ….. al quale va la mia gratitudine, così come alla sua équipe del reparto di chirurgia. Dopo l’intervento fui sottoposto a 6 mesi di chemioterapia e 5 settimane di radioterapia. Dopo un anno di tregua, i valori dei marcatori CEA e Ca 19 -9 sono incominciati a salire quindi da gennaio 2002 fino al novembre 2003 ho subito ripetuti trattamenti di chemioterapia. Devo dire che il mio trasferimento a Mantova non ha mutato la professionalità e cortesia del personale ospedaliero; infatti anche al reparto di oncologia medica dell’ospedale di Mantova, mi hanno assistito al meglio con trattamenti in Day Hospital. Purtroppo nel dicembre 2003, a complicare le cose, è subentrata a una insufficienza renale acuta ho trascorso un Natale nel reparto di Nefrologia di Mantova ma fortunatamente tutto si è risolto con l’inserimento di 2 Stent urinari. Ora che vi scrivo questa mia testimonianza mi trovo all’Istituto Tumori di Milano per un ulteriore ciclo di radioterapia, seguito con competenza e simpatia dalla Prof.ssa … e dalla Dott.ssa …. Cosa potrei aggiungere a questo punto…? Forse questi dati significano poco per voi, forse è giusto che mi soffermi sui miei sentimenti, su quello che provavo nel periodo della mia convalescenza, un periodo sicuramente non semplice e che forse non è ancora finito…. Mi rifiutavo di accettare il mio problema, dover sempre dipendere da qualcuno per non parlare della placca, del sacchetto e dei lavaggi… Io non capivo tutti i termini tecnici della mia malattia, il chirurgo e i tecnici riabilitativi mi parlavo di deviazione, stomia, placche, sacchetti…, mi sembrava che tutto il mondo mi crollasse addosso non volevo capire che ora dovevo usarli ed imparare a convivere con essi quale paziente stomizzato. Fino a poco tempo fa mi chiedevo mille volte al giorno….. quale sarebbe stato il mio futuro? Ora le cose sono cambiate mi gestisco quasi da solo e per me è tutta una conquista. All’inizio dopo l’operazione ebbi spesso difficoltà ed insicurezza e non nascondo che talvolta ero in crisi, ma lentamente, con l’aiuto di tante persone, con la fede in Dio e con l’affetto dei miei cari sono riuscito a superare quel brutto periodo. Quando ci si trova di fronte alla scoperta del proprio corpo che cambia, che perde la sua abituale fisionomia, la sua armonia e la sua consueta rassicurante funzionalità, la prima reazione non può essere che di rifiuto con i conseguenti sentimenti di rabbia, vergogna e impotenza. Si perché l’handicap c’è, ma non si vede, ci si muove disinvolti in mezzo alla gente, ma i rapporti non possono superare la soglia dell’intimità senza svelare il segreto…. Questa condizione è ancor oggi una grande sfida, ma è anche un’occasione in più per conoscere meglio il mio corpo, un’occasione che non a tutti è dato di avere. Anche per mia moglie il problema è stato grande, ma assieme siamo riusciti a superare i momenti difficili… la possibilità di viaggiare con il nostro Camper, la nostra seconda casa, è stata un grande sollievo perché il mio guscio su quattro ruote, mi appaga e mi permette di conoscere e vedere sempre cose nuove. Ora vi saluto e ai miei compagni di “stomia” vorrei ribadire che la vita è bella nonostante tutto… ne abbiamo una sola da vivere e quindi dobbiamo farlo con grinta e fino in fondo poiché non è finita fino a quando non è arrivato l’ultimo momento, con l’aiuto di Dio e un po’ di coraggio si possono ancora fare ……….grandi ed importanti cose. Ferruccio |