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L’importanza di essere
d'aiuto agli altri
“Mamma - mi dice mia figlia
Paola - mi fermerò a Padova per due settimane perché devo
dare un esame all’Università. Potresti andare tu all’Ufficio Postale
per ritirare quei Buoni Fruttiferi che sono appena scaduti?”
“No - le rispondo - non posso
perché sono stati intestati a tuo nome ed a quello di papà.
devi chiedere a lui”.
E con la mente vado indietro
nel tempo, a dieci anni fa, quando insieme a mio marito avevamo deciso
di acquistare dei Buoni Postali a favore di mia figlia. Ero andata io all’Ufficio
Postale ed al momento di indicare i due nominativi delle persone che avrebbero
potuto ritirare la somma maturata ho scritto accanto al nome di mia figlia
il nominativo di mio marito invece del mio perché non ero affatto
sicura che sarei stata ancora in vita 10 anni dopo.
Ed invece sono qua, sto bene,
non ho avuto alcuna recidiva ed ho appena “festeggiato” i 14 anni dall’intervento
di mastectomia che aveva completamente sradicato le sicurezze della mia
vita.
Avevo meno di 38 anni, tanta
voglia di vivere, una figlia di 11 anni che aveva ancora bisogno di me.
Il tumore era abbastanza grande ed aveva dato metastasi a sette linfonodi
ascellari. Dopo l’intervento sono stata sottoposta ad una chemioterapia
molto forte che mi ha indebolito parecchio e fatto perdere tutti i capelli.
Ancora una volta avevo dovuto rinunciare a qualcosa della mia femminilità,
ma ero convinta che era un pezzo da pagare per poter sperare nella guarigione.
Ho avuto la fortuna di avere il sostegno di mio marito che non mi ha fatto
pesare il cambiamento avvenuto nel mio fisico. Ho voluto sempre sapere
tutto sulla mia malattia per non sentirmi intrappolata ma essere protagonista
della stessa. Ho letto molti libri sull’effetto esercitato dalla mente
sul sistema immunitario e mi sono convinta che come la mente a volte può
contribuire a far sorgere la malattia, può però anche interagire
con il corpo in senso positivo.
Avevo bisogno
di poter credere di avere qualche possibilità di farcela e ricordo
che mi era di aiuto leggere sui giornali testimonianze di Delia Scala o
di altre donne che erano riuscite a sopravvivere al cancro al seno. Ho
imparato a vivere giorno per giorno senza fare programmi a lunga scadenza.
Sei anni dopo ho incontrato
altre donne che, avendo avuto modo di sperimentare su se stesse i problemi
legati al tumore al seno, desideravano poter essere utili in qualche modo
ad altre donne che si trovavano ad affrontare questa difficile esperienza.
Con molti dubbi e paure ho accettato di far nascere a Pordenone un’associazione
che aiutasse le donne operate a ritrovare prima possibile il loro equilibrio
psicofisico. Un’associazione che stimolasse la speranza dando loro anche
la possibilità di ritrovare la forma fisica attraverso la ginnastica
riabilitativa ed aiutandole a risolvere il problema del linfedema al braccio
attraverso la tecnica del linfodrenaggio. E’ così sorto il comitato
di Pordenone dell’A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate Al Seno).
Per me è stata un’esperienza
molto faticosa che mi ha dato molte gratificazioni. Le difficoltà
affrontate mi hanno aiutato ad avere maggiore fiducia nelle mie possibilità.
Ho conosciuto tantissime persone che mi hanno arricchito interiormente.
Ho imparato ad essere più disponibile e tollerante verso il prossimo
e soprattutto ad amare me stessa e ad ascoltare le mie esigenze.
Nonostante sia molto impegnata
con l’A.N.D.O.S. sono anche membro del Comitato Esecutivo nazionale di
ANGOLO, perché spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto
a chi si trova ad affrontare ora la difficile battaglia contro il cancro.
ANGOLO ha bisogno di aumentare
il numero dei volontari. Non abbiate timore ad avvicinarvi all’Associazione,
imparerete che donando qualcosa di voi stessi aumenterà la vostra
autostima e vivrete meglio anche i vostri piccoli problemi quotidiani.
Laura
da: “Angolo news”, n. 5, dicembre
1997.
Laura ha scritto la sua esperienza
con la malattia e con la vita dopo la malattia nel libro “Quando il male
è ormai alle spalle”, a cura di A. Giacalone, Edizioni Franco Angeli.
Questo racconto è stato raccolto
da: ANGOLO - Associazione Nazionale Guariti O
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