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La mia potrebbe essere una delle tante normali storie di malattia da carcinoma mammario che si verificano ormai così frequentemente tra la popolazione femminile, se non si differenziasse dalle altre per il contesto drammatico personale in cui tale evento si è verificato. Infatti, io ho battezzato questo periodo come quello delle cinque "S", in quanto mi sono trovata contemporaneamente: * SENZA salute, per le ragioni suddette; * SENZA famiglia, perché mi ero da poco separata da mio marito dopo 15 anni di matrimonio "felice" e, già orfana di madre da diversi anni, poche settimane prima era deceduto mio padre, dopo mesi e mesi di leucemia galoppante che lo aveva consumato progressivamente; * SENZA casa, in quanto trasferita da 2 mesi da Milano, mia città natale, e ospite provvisoria di parenti, in attesa di trovare, SENZA speranza, un alloggio in affitto; * SENZA lavoro, in quanto di lì a pochi mesi dall’intervento chirurgico, l’azienda presso la quale lavoravo ha cessato l’attività e ha licenziato tutte le maestranze; * SENZA disponibilità economiche, per i motivi suddetti. Sembra inverosimile anche a me, ma il tutto era ulteriormente aggravato dai postumi di una depressione profonda, sopravvenuta alla sensazione di abbandono da parte di mio marito, a cui ero legatissima, dovuta essenzialmente all’intromissione di una giovane donna molto determinata e senza scrupoli e, naturalmente, dalla superficialità e immaturità del mio compagno. Nei due anni precedenti al riscontro della malattia, avvenuto purtroppo con molto ritardo rispetto alla stessa, io ho desiderato più volte, fortissimamente, di morire. Un paio di volte ho anche tentato - per fortuna inutilmente - di farlo concretamente. Ora, nessun medico, nessuna prova scientifica potrà mai distogliermi dalla convinzione che è stato questo desiderio profondissimo di autodistruzione, di rifiuto di una realtà non voluta, a provocare in me l’insorgere del mostro: il tumore. L’HO VOLUTO, L’HO DESIDERATO, LO VOLEVO DEVASTANTE E TOTALE. Quando è arrivato, mi ha trovato incredula, inebetita, inspiegabilmente sorpresa. Forse, senza rendermene conto, a quel punto non lo aspettavo più, non pensavo più che potesse ancora arrivare. Ma era arrivato! Maledettamente puntuale, come ad un appuntamento che si rispetti, anche se aveva impiegato del tempo. Ora dovevo decidere se fare onore all’invito, e quindi accettarlo, o combatterlo. Era ormai dentro di me, il mostro; faceva parte del mio corpo; sapevo dove si trovava esattamente; lo potevo toccare e verificarne il suo sviluppo, man mano che il tempo passava. E durante questo tempo, il mio corpo e la mia mente incominciarono automaticamente a sperare il bene dal male, respingendo e isolando quest’ultimo, in quanto rappresentava il nemico da combattere. Mio figlio, che viveva con me, allora aveva dieci anni. Era fragile, per la recente separazione dei genitori, e sofferente per l’allontanamento del padre; non poteva capire, non poteva comprendere la gravità della malattia e il rischio di perdere anche la madre. Queste considerazioni hanno molto contribuito, ma la determinazione a combattere il mostro è venuta dopo, quasi automaticamente, come dicevo prima, d’istinto, in modo naturale. Come viene naturale sorridere di fronte a una bella giornata di sole o commuoversi al pianto disperato di un bimbo. Come viene naturale odiare le guerre quando vedi le devastazioni che lasciano e condannare con tutte le tue forze le ingiustizie, il razzismo, l’ignoranza quando riscontri la povertà, la fame e le persecuzioni. Come è naturale amare la vita. Ho desiderato, allora, VIVERE, come mai mi era successo prima, e così mi sono rivolta a un centro specializzato che mi ha curata e guarita. Ed ora sto rivivendo, con tutta me stessa, la vita una seconda volta: sensazioni, sentimenti, amori, passioni, ma anche dolori, con una sensibilità più profonda, con una maturità più completa, con una intensità decuplicata, minuto per minuto, giorno per giorno. Per il tempo prezioso che mi resta da vivere! Buona vita a tutti! Nadia Questo racconto
è stato raccolto da: ANGOLO - Associazione
Nazionale Guariti O Lungoviventi Oncologici
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