I giorni in cui sono rinato alla vita

Sento un forte richiamo e grande attacamento a quella Grande Casa che è il nostro Istituto. Direi anzi che ho fortissima nostalgia di quei primissimi giorni in cui sono rinato alla vita. Di quella notte in cui sono sceso accompagnato sul lettino in sala operaroria con grande serenità per non dire con grande entusiasmo, fiducioso che tutto si sarebbe risolto per il meglio, come in effetti é stato.
Ed è con altrettanto entusiasmo che vorrei rendermi utile a quelle tante persone che sono alla ricerca di un appiglio o di un conforto per far fronte alle paure ed al disagio della malattia incombente e che si aggrappano alla speranza, ....ad una qualsiasi speranza di salvezza, per continuare a vivere. Io lo so cosa vuol dire! Come so che dopo la messa in "lista d'attesa" per il trapianto, ho vissuto il periodo più sereno della mia vita. Quasi uno stato di grazia. Un periodo di immensa tranquillità, quasi fossi in gestazione in un grembo materno protetto, con nessuna paura, ed incredulo a me stesso di esser destinato ad un evento tanto grande da rendermi appunto .... incredulo! Al punto da chiedermi: ma è mai possibile che a me possano fare quella cosa? E' stato possibile e mi sembra ancora un sogno.

Silvio

Questa lettera è stata raccolta da: Associazione Prometeo

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