Lettera all'amico fratello mio

Caro amico fratello mio,
mi è stato chiesto di scrivere i miei pensieri che a te rivolgo. Questo scritto avrebbe potuto essere intitolato, mi è stato detto, "lettera ad uno sconosciuto". Ma nessuno poteva sapere cosa mi si stava chiedendo. Una cosa che mi costa dura fatica, perché mi fa sciogliere in un mare di lacrime. Una cosa per me, difficile da esprimere per iscritto, in quanto si tratta di argomento e di sentimenti molto personali, e per altri motivi ancora, ma principalmente, perché quando penso a te mi prende un gran senso di smarrimento e tanta commozione. Sono certo, tuttavia, che in questo, tu mi aiuterai.
Dialogare assieme in modo cosi diretto, mi riporta la mente a quei primissimi giorni della mia nuova vita. Perché, tu lo sai, io sto vivendo una nuova vita da quasi tre anni ormai, giusto il 9 di febbraio!! E mai potrò cancellare dalla memoria i meravigliosi e stupendi momenti del mio rinascere allorquando, in sala di rianimazione, presi coscienza del ritorno alla vita in modo del tutto incredibile e fuori della realtà. E' un fatto talmente bello, singolare e significativo, che sarei tentato di custodirlo gelosamente dentro di me. Ma il farlo conoscere, forse potrà essere di aiuto e di conforto a quanti sono in trepidante attesa di vivere una esperienza come la mia.
Caro amico fratello mio, non è semplice dare un'idea abbastanza credibile di ciò che accadde in quella sala di rianimazione. E tu, ne sono certo, sai com'è andata. E' stato come uno strano sogno, ma per me, ne sono molto convinto, si è trattato di una realtà fuori dalla realtà. Una realtà dove io non c'ero per niente, non mi vedevo!!! Probabilmente era il tuo "Habitat". Sicuramente il "Cielo". Un profondo silenzio dava il senso dell'Eternità. Appariva un immenso azzurro bellissimo, troppo bello, di una limpidezza nitida ed omogenea. Nel bel mezzo di quel cielo colorato si è formata improvvisamente, nel silenzio più assoluto e quasi come in un dipinto, una scala fatta di nuvolette abbastanza ristrette, compatte e ben definite che formavano i pioli e le due barre laterali. Il mio sguardo (di un soggetto che non c'era) si posò sul primo piolo in alto, poi al rallentatore, passò sul secondo, sul terzo, e cosi via di seguito sui successivi gradini, accelerando in velocità nel movimento verso il basso, come il rimbalzo di una palla che cadendo dall'alto salta per terra un buon numero di volte in modo sempre più veloce e ravvicinato, fino a che si ferma. Non ebbi il tempo di contare i gradini "osservati", perché la velocità di caduta andava aumentando sempre più. Credo che in tutto siano stati circa sette od otto. "Toccato" o, meglio, "visto" l'ultimo gradino, aprii gli occhi, vidi il soffitto della sala in cui mi trovavo ed avvertii di essere in una posizione esattamente contraria a quella in cui "vissi" la realtà precedente. Prima "vedevo" verso nord, dopo mi ritrovai girato a sud. E' superfluo il discutere dove è avvenuto il nostro incontro! lo, ti ho raggiunto li, in quel silenzio siderale, in quell'azzurro infinito dove Tutto è Pace ed Eternità. Dove mi è stato concesso di poterti raggiungere, ne sono certo; dove ognuno di noi prima o poi sarà chiamato a vivere per sempre. Sarebbe troppo lungo il raccontare del seguito della mia permanenza in sala rianimazione. Ricordo tutto, anche i minimi particolari. E non è questo che mi crea difficoltà nello scriverti. Ma il seguito, che riporta la mia mente ai primissimi giorni di degenza nel nostro reparto. Sono stato molto "fortunato"... aiutato.. benedetto..., non saprei come definirmi, perché non avevo nessun tipo di dolore ed anche la prima notte con la macchina a fianco gremita di sacche e flebo, che ronzava in continuazione, non mi dava alcun disturbo. Ma il mio pensiero correva inevitabilmente verso di te. E come nel momento in cui sto scrivendo, sentivo e sento quel solito fiume di lacrime salirmi agli occhi. Mi prendeva una grande commozione e dovevo sforzarmi per non essere travolto da ciò che mi succedeva. E' difficile spiegare quello che si prova!!! Un senso di grande smarrimento perché si vive una realtà unica, irripetibile, improponibile. Uno sconfinato senso di riconoscenza che è senso di ... Amore, che non si sa da dove parta e dove arrivi. Se parta da te o da me, perché, vedi, tu ed io siamo una cosa sola. lo sono vivo, perché tu sei vivo e sei in me stesso!!! E' uno strano mistero questo! E', per me, il mistero della vita che è sempre dono, ma che a me ed a tante altre persone come me, è stata donata due volte. Che strana realtà è mai questa? Perché io ho avuto questo privilegio di nascere e vivere due volte? Tu, caro amico fratello mio, perché cosi ho cominciato a chiamarti fin dai primissimi momenti in quel letto della seconda stanza del reparto, tu oltre che fratello, mi sei padre e madre ad un tempo, ma anche figlio, sorella ... tu sei ... me stesso, perché mi consenti di continuare a vivere e rivivere questa grande e meravigliosa avventura che e la vita. Staremo sempre assieme. Accompagnerai i miei passi, condividerai le mie gioie ed i miei momenti difficili, ma sarai sempre con me. Un fedele compagno per il resto del miei giorni. II tuo dono d'amore vedi, è così grande, grande, che per certi versi credo, e non penso di dire una cosa sconveniente, Si possa paragonare al sacro mistero dell'Eucaristia. Questa idea che mi son fatto, non l'ho mal detta a nessuno. Ma quel donare la propria vita per aiutare o meglio per salvare la vita dei propri simili, mi pare si avvicini tanto ad un "donare la vita", che ha del divino. Proprio come tu hai fatto con me e posso credere con altri fratelli che, in quella notte, forse hanno condiviso la mia stessa esperienza. E non si realizza in tal modo quella Comunione che riassume in sé, tanti aspetti del sacro e dell'amore divino? E ad un dono così grande, come Si può corrispondere? Cosa si deve fare?!! Non so rispondere. Mi trovo impotente, debole, incapace. Vorrei fare tante belle cose! Ma non so neanche da dove cominciare! E per questo, spesso, sono preso dallo sconforto. lo sono religioso e tu lo sai. Posso solo pregare. Pregare per ringraziarti. Pregare per la tua famiglia. La tua Famiglia!!! … Mi domando spesso chi hai lasciato! Se sei padre, madre, figlio, fratello, sorella, marito, …  Vorrei forse conoscerli, per dir loro queste cose ed altro. Per loro, io torno ad essere te stesso, ..... figlio, genitore, coniuge, fratello,... vorrei poter loro lenire almeno in minima parte la sofferenza per il distacco. E questo mi mette in grossa difficoltà. Mi auguro tanto che a loro giunga questo mio messaggio di infinita gratitudine e riconoscenza. Ma so anche che questo è poca cosa e per questo mi sento tremendamente ed infinitamente debitore. Ora che ti ho detto e scritto queste cose, devo anche farti sapere che il mio animo è più sereno e sollevato. Tu mi conosci e capisci e, certamente per questo, come speravo mi sei stato di grandissimo aiuto. Ricorderò sempre le tante volte in cui ho dovuto sforzarmi con determinazione per allontanarti dai miei pensieri, per non lasciarmi travolgere da quello sconfinato senso di riconoscenza per il tuo dono, ma anche dallo sconfinato senso di dolore per il vuoto che hai lasciato nei tuoi Cari, che adesso sono anche i miei Cari. Ora comincio ad essere abbastanza convinto che con il tuo aiuto riuscirò a superare questo lungo periodo, durante il quale ml è stato spesso difficile il ritrovarmi a parlare con te in modo sereno e disteso. E anche per questo e di questo ti voglio ringraziare.
Caro amico fratello mio. E' così che continuerò a chiamarti! Abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Sto veramente bene assieme a te, perché la mia vita Si svolge normalmente senza problemi particolari. Tu, per me non sei proprio uno sconosciuto, anzi!!! …sei e resterai il caro amico fratello mio di tutti i giorni che verranno, fino a che non ci ritroveremo in quel meraviglioso silenzio siderale, dove Essere è un infinito limpido azzurro, che respira solo pace, serenità, Amore.

Sllvio
 
Questa lettera è stata raccolta da: Associazione Prometeo

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