Un fine estate di sedici anni fa

Tutto iniziò un fine estate del 1982. Avevo 42 anni. 
Da vario tempo sentivo un dolore persistente al fianco sinistro e, dopo qualche tentativo di cura senza risultati, il medico di famiglia mi prescrisse degli esami più approfonditi. Feci una ecografia e subito dopo mi ricoverarono in ospedale dove iniziarono una lunga serie di analisi. Feci anche una “trasferta” ad un centro di ricerca avanzata. Una volta terminati gli accertamenti, mi trasferirono dal reparto medico a quello oncologico, da quel momenti capii quali erano le mie vere condizioni.
Se fino ad allora avevo sottovalutato “il male” ed avevo continuato a sperare in un qualcosa di diverso, da quel momento fu chiaro che non avevo nessun alibi per non guardare in faccia alla realtà. I medici che mi accolsero nel centro oncologico si comportarono bene con me, facendomi capire con tatto che del mio male - Linfoma di Hodgkin - si poteva guarire. Nel gennaio 1983 iniziai così la cura che, tra chemioterapie e radioterapia, durò un intero anno e mi debilitò profondamente. Finito l’anno i medici mi dissero che potevo considerarmi guarito. Se c’era una cosa a cui non riuscivo a credere era appunto quella di non dover più sostenere quelle cure, ma poi, vedendo i buoni risultati delle visite di controllo, mi resi conto che quello che mi avevano detto era la verità.
Oggi siamo alla fine dell’estate 1998, di tempo ne è passato molto ed io sto bene. Alcune volte ricordo quel brutto periodo della mia vita anche con piacere, perché è “il mio periodo” che ora sono qui a raccontare. Durante quell’anno molte cose cambiarono in me: se prima vedevo la vita, la famiglia, il lavoro, la casa in maniera normale, poi mi trovai a pensare a quanto essa fosse bella e a quanti purtroppo non ce l’avevano fatta. 
Oggi io posso dire grazie a tutti, dai medici ai tecnici, a tutto il personale degli ospedali che mi hanno accolto, ma un grazie particolare va alla mia famiglia: a mia moglie e ai miei figli che mi hanno dato giorno dopo giorno gli stimoli e la voglia di superare gli ostacoli di quel “brutto periodo”.
Per queste poche righe che ti ho dedicato, caro lettore, posso e voglio dirti che con la volontà e la medicina oggi più di ieri si può guarire.

Stefano

da: “Angolo news”, n. 8, settembre 1998.
Questo racconto è stato raccolto da: ANGOLO - Associazione Nazionale Guariti O Lungoviventi Oncologici

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