| Ho ascoltato
il mio desiderio e dopo nove mesi è nata una splendida bambina
"Era
il 1976 e avevo solo 38 anni quando mi accorsi, mentre facevo il bagno,
di quel piccolo nodulo alla mammella sinistra. Mia sorella fa il medico
e anch'io ho una discreta conoscenza di medicina per cui avevo chiesto
urgentemente una visita medica. Sentivo che era qualche cosa che non dovevo
tralasciare. Andai alla visita oncologica da sola e ne sono uscita barcollante.
Avevo un livello d'ansia talmente grande che non ragionavo più.
Ero sposata, avevo una buona relazione di coppia e una splendida bambina
di 10 anni. Mi avevano consigliato di intervenire subito.
Lavoravo
come psicoterapeuta e adoravo il mio lavoro. La diagnosi di tumore mi aveva
talmente destabilizzata che non riuscivo più a lavorare né
a interagire serenamente con mia figlia. Ho deciso di mandarla dai nonni
e nel giro di qualche giorno è accaduto tutto: il ricovero e la
chirurgia. La degenza era stata molto breve e mi avevano sottoposta a un
intervento di tipo conservativo. Nel giro di breve tempo ero uscita da
tutta questa situazione ma dovevo fare altre terapie. Fisicamente stavo
abbastanza bene e non ricordo il periodo della chemio e della radioterapia
come particolarmente faticosi e/o stressanti. Ho ripreso a lavorare quasi
subito e anche con la mia bambina ho cercato di recuperare la relazione.
Lei non sapeva nulla del mio ricovero e ho cercato di salvaguardarla da
alcuni momenti difficili che stavo vivendo.
L'intervento
subito non condizionava il mio lavoro. Il braccio operato era semplicemente
meno elastico. L'intervento non ha condizionato in nessun modo neanche
la relazione con mio marito. Tra di noi c'era una relazione forte e stabile.
Anche la sessualità non aveva subito influenze, usavo la spirale
sia perché non volevamo altri figli ma anche perché tutti
i medici mi avevano sconsigliato la gravidanza soprattutto in relazione
ai possibili effetti iatrogeni delle terapie. Stavo bene, avevo riacquistato
il mio equilibrio ma il mio corpo aveva pur sempre prodotto un tumore e
quindi rimaneva dentro di me una continua sensazione di inquietudine.
Nonostante
le rassicurazioni del ginecologo sulla sicurezza del contraccettivo che
stavo usando rimasi gravida. Molti mi consigliarono di abortire, qualche
medico mi incoraggiò a portarla a termine. Io ero combattuta tra
il desiderio e la paura. Volevo questo figlio, sentivo che quello che mi
stava succedendo aveva a che fare con il cancro. Per certi aspetti mi sembrava
che il mio corpo rispondeva all'angoscia di morte associata al tumore al
seno con una esplosione di vita. Era come se il mio corpo mi dicesse: sei
in grado ancora di generare la vita.
Ho ascoltato
il mio desiderio e dopo nove mesi è nata una splendida bambina.
E' la figlia più tenera, quella che fisicamente ed emozionalmente
mi assomiglia di più. La sento veramente una parte di me. Probabilmente
è
perché uscivo dall'esperienza del cancro ma la relazione che ho
con questa figlia è veramente speciale. Dopo 2 anni e ancora nonostante
l'uso della spirale mi ritrovo in attesa del terzo figlio. La decisione
di portare a termine la gravidanza questa volta è stata molto meno
sofferta e dibattuta. Oggi mi ritrovo con tre splendidi figli, l'esperienza
del tumore fa parte del passato e sto bene. La mia è una bella storia
e sono contenta di raccontarla". "Si può vivere anche dopo la malattia"
dice con gli occhi pieni di lacrime. |