SARTI DELLA CARNE


Un giorno mi sono ritrovata alla stazione a guardare fissa le rotaie e a chiedermi "che cosa campo a fare?, ogni giorno ho un problema che non risolvo. Se c’è qualcuno che ti aiuta, un medico che ti ascolta la vita può essere anche accettabile, ma quando le cose si accumulano e vedi soltanto una montagna di problemi non c’è desiderio di vivere. Se l’unica cosa che ci aspetta è la sofferenza la vita diventa inaccettabile".

Non dovevo sottopormi alla chemioterapia, ero felicissima di questo. Mi è stato detto: "Per 5 anni dovrà prendere questa pastiglia, se vede qualche macchiolina di sangue sospenda la terapia". Ho preso questo farmaco e dopo un po' ho iniziato ad avere una serie di sintomi terribili: tachicardia, non riuscivo ad andare in bagno, sudavo in modo spropositato fino al punto che non riuscivo ad avere nessun contatto con le persone, i nervi delle mani mi si accavallavano e il mio sistema nervoso che era già sballato è scoppiato del tutto.

Mi sono ritrovata in menopausa senza saperlo, sono molto arrabbiata per questo. Non mi è stato detto :"Ti facciamo entrare in menopausa, ti sta bene? l’accetti?, stiamo facendo uno studio ci stai?, Il  corpo è mio e penso di aver diritto di decidere per me stessa ed invece si fa parte di una massa comune e bisogna accettare tutto per il bene dell’umanità, ma io non ci sto.

Ho iniziato a star male ad avere una serie infinita di disturbi, si entra in un tunnel dove non si capisce più nulla, alla fine non capisci più neanche perché stai così male. Ho passato 3 mesi di seguito a letto, mi alzavo, mangiavo e dormivo a qualunque ora. Era l’unico modo per affrontare problemi che sentivo più grandi di me.

Sono molto arrabbiata con i medici. Quando una persona si affida a un medico è perché pensa, spera di trovare aiuto, di riprendersi da una situazione problematica, di incontrare qualcuno che ne sa più di te e che magari ti aiuta ad uscirne sana.

E’ facile per la Mondaini parlare così e fare tutta questa pubblicità. Per quel che mi riguarda la diagnosi è stata perfetta. l’intervento è stato perfetto ma tutto si è risolto lì. Ho incontrato sarti della carne, operai che hanno tagliato e cucito, tagliato e incollato, tagliato e sistemato. Ma io non sono solo carne ed ossa, ho anche dei sentimenti.

E’ importante sapere che non sei una cosa ma una persona con dei diritti, con dei bisogni di certezze, di sicurezze, di rispetto. I medici dovrebbero dare qualche cosa di più: rassicurazione, conforto, un pò di sicurezza, di rispetto. Ho trovato tutto questo molto più nelle infermiere che nei medici. Il tumore se lo si prende in tempo non è questo granché, i problemi vengono dopo. Ho cercato disperatamente chi poteva aiutarmi.

Sono una delle tante che ha avuto bisogno e si è sentita una nullità, ho cercato disperatamente e non ho trovato nessuno. Ho speso decine di milioni e ho consultato un’infinità di medici per mesi e mesi. C’è la supremazia del medico ed è una cosa vergognosa perché si manifesta con persone che sono deboli, che sono in una condizione di bisogno, che subiscono.

Ecco perché mi metto sempre nella condizione di pagare, così posso dire la mia e non voglio essere schiacciata ma nonostante tutto sono schiacciata lo stesso perché io non sono medico ed alla fine mi rendo conto che ho speso solo tutti i miei risparmi. Quando il carico dei dolori fisici e psichici è troppo alto, quando le umiliazioni diventano troppe, si diventa esplosivi. Divento insopportabile a me stessa, figuriamoci a gli altri.

Alla fine mi hanno detto "avvelenamento da farmaci" e mentre raccontavo tutti i miei sintomi, mentre cercavo le parole più adatte, anche quelle mediche, ma io non le conosco per cui potevo dire solo quanto stavo male, il medico non mi ha neanche guardato in faccia. Ti rimane dentro un’insicurezza che si ripresenta tutte le volte che incontri un altro medico. Mi sono sentita annullata ed ho pagato un prezzo altissimo. Ma perché non create una struttura che aiuti le persone, non a tutti questo farmaco va bene, io sono una di quelle. La ringrazio per avermi telefonato ho sentito che non ero una cosa.

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