Un mese dopo l'intervento il mio compagno mi ha lasciata 

"Avevo 48 anni quando ho scoperto il nodulo sulla parte alta della mammella sinistra. Il cancro entrò nella mia vita nel modo più violento e devastante possibile. Conoscevo un uomo da tanto tempo e stavamo preparando tutti i documenti per sposarci".
Nel protocollo clinico la signora era entrata nel braccio sperimentale che prevedeva la mastectomia secondo Halsted, l'analisi dei linfonodi asportati non ne aveva rilevato neanche uno metastatizzato. Come terapie successive alla chirurgia farà soltanto la radioterapia.
"Un mese dopo l'intervento il mio compagno mi ha lasciata con una motivazione veramente terribile. - Ho bisogno di una donna non di un rudere -, mi ha detto un giorno mentre cercavo con grande fatica di riprendermi dallo shock di ciò che mi stava succedendo. Ho sentito come una esplosione dentro la mia testa. Credo di non essermi mai più ripresa. In quel momento ho deciso che non avrei mai più avuto a che fare con gli uomini. In tutti questi anni è stato così. L'intervento è stato devastante e la situazione era molto difficile io stessa quando mi sono vista per la prima volta mi sono sentita svenire. Il rifiuto del mio compagno si sommava al mio. Avevo un corpo orribile. Per quasi 14 anni non sono mai più andata al mare. L'idea di mettermi in costume mi terrorizzava. Due anni fa una mia amica mi ha quasi costretta e siamo andate a fare una gita in Liguria. Le amiche sono state molto importanti, sono state le uniche persone con le quali ho potuto parlare di me. Nonostante i livelli di ansia e di depressione molto alti non ho mai fatto uso di psicofarmaci. Sto cercando pian piano di riprendermi però mi rendo conto che per me è molto difficile. 
Tendo ad indossare abiti sempre molto accollati. Ho sempre l'impressione che lo sguardo della gente si indirizza sul mio torace e sulla mammella che non c'è più. In generale sono quindi sempre molto vestita. Difficilmente uso abiti scollati. Ho sempre usato la protesi esterna, ma il problema è interiore. Ho un corpo che non riconosco più".
Se l'impatto sulla vita affettiva è stato molto forte lo stesso non si può dire sull'attività lavorativa. "Lavoravo come impiegata ed ho interrotto solo per il periodo delle terapie. Il braccio si era gonfiato un po’ ma questo non aveva condizionato seriamente la mia capacità professionale. Ho continuato a lavorare ininterrottamente. Fortunatamente ai controlli mi veniva detto che tutto procedeva bene. Ho sempre chiesto ai medici di dirmi tutto quanto riguardasse la malattia. Ho cercato di non delegare a nessuno la gestione dell'iter terapeutico. Oggi la mia vita continua, sono guarita dal cancro ma certi giorni sono molto difficili". 

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