La vita è la vita, vivila!

E’ sempre difficile iniziare una “storia”, forse è meglio cominciare dall’oggi e non da c’era una volta.
Oggi dopo quasi tre anni dall’inizio della mia “avventura” posso dire di stare bene, anche se tutte le volte che devo fare dei controlli il cuore inizia a battere forte-forte, la salivazione diventa inesistente e l’angoscia, di quel giorno, mi assale.

Tutto ebbe inizio il 29 settembre del 2001; ritornata dalle vacanze e pronta a riprendere le attività di sempre.
Lavorando a maglia, cosa che non faccio mai, ho scoperto casualmente un nodulo nell’incavo ascellare, di corsa mi sono precipitata da un senologo, ….sempre più di corsa mi sono ritrovata operata nel breve tempo di nove giorni.

La paura è stata tremenda, in pochi attimi ho rivisto la mia adolescenza, il ricordo di quello che era capitato a mia mamma, anche lei operata al seno, ma questa volta ero io in prima persona, mi ritrovavo ad essere mamma e non più figlia.

Dopo l’intervento ecco la diagnosi, proprio quello che temevo, ciò che non avrei mai voluto sentirmi dire, quella parola che tutti temono e che fa rabbrividire solo a pronunciarla……era proprio un tumore, esattamente un carcinoma mammario.

In quel preciso istante tutta la mia vita è crollata, la mia mente si è offuscata, mi sembrava di vivere in un incubo, la vita che stavo vivendo non faceva più parte di me, tutto quello che sentivo, facevo, dicevo apparteneva ad un’altra persona, mi sembrava di essere un automa.

Un grande aiuto l’ho avuto dalla mia famiglia, mio marito e le mie tre figlie. Loro con molta pazienza, con coraggio e a volte imponendosi su di me, mi hanno aiutato e spronata a superare dei momenti veramente difficili, non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico; il vero amore aiuta sempre nella lotta contro il male.

Chemioterapia, radioterapia, esami del sangue, per sei mesi scadenzavano il ritmo della mia vita, erano il mio orologio e i giorni passavano con un ritmo costante se pure con sofferenze vedevo alla fine di questo tunnel una luce.

Ho vissuto per sei mesi come se il mio corpo non mi appartenesse più, la mente era sempre un po’ offuscata, sicuramente dai medicinali, tutte le sensazioni provate sono inspiegabili, ma rimarranno sempre nel mio ricordo e nel mio cuore perché fanno parte del bagaglio della mia vita.

Sono uscita da questo periodo molto più consolidata nella fede, la preghiera mi ha sostenuta, se non avessi avuto questo periodo “difficile”, forse avrei continuato a guardare la vita con superficialità e con una fede “tiepida”, non avrei fatto degli incontri importanti che mi hanno fatto riflettere sulla vita come passaggio verso una “vita eterna e d’amore”.

Molte cose si comprendono meglio nella sofferenza e quando ti rialzi sei sempre più fortificato nella tua anima.

Le parole che mi hanno aiutato tanto nei momenti di vera angoscia e depressione sono state quelle dette da Madre Teresa di Calcutta nella preghiera

"Vivi la vita".
La vita è un’opportunità, coglila,
La vita è bellezza, ammirala,…….
La vita è una lotta., combattila,…….
La vita è la vita, difendila.

Io dalla mia esperienza ho tratto una conclusione molto semplice che voglio dire a tutti coloro che si trovano in una situazione come la mia, è difficile da accettare, ma ognuno ha la propria croce e ognuno di noi ha la propria vita, per cui dobbiamo dire come nella preghiera la vita è la vita,vivila!!!!!!

Ornella
 

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