Vedo pericoli dappertutto

"Per me l'esperienza del tumore e dell'intervento è stata devastante. Ho sviluppato un ansia fobica rispetto a qualunque tipo di sintomo. Qualunque dolore o problema fisico mi ributta nell'angoscia della malattia. Nonostante siano passati più di 20 anni dall'intervento ogni cosa mi spaventa. Ho paura dell'aria inquinata, delle possibili sostante disciolte nell'acqua, dei conservanti usati negli alimenti per non parlare della vicinanza a persone malate. Vedo pericoli dappertutto, sono ossessionata dalla possibilità dell'abbassamento delle difese immunitarie e dalla possibile ricomparsa del tumore. In poche parole dopo l'intervento mi è esplosa quest'ansia che per un po’ si affievolisce ma poi basta molto poco per farla ritornare".
Parla con un ritmo molto veloce, gesticola e la sua ansia è particolarmente evidente. "No, la sua telefonata non mi ha spaventata, prosegue, sia perché mi ha detto che era una psicologa, poi ho appena fatto la visita di controllo e il medico mi ha rassicurata. Comunque tornare in questo ospedale è uno shock. Anche i controlli periodici non li faccio più in Istituto. Aspettare in atrio ore ed ore, in mezzo a tutti i malati era troppo stressante. Ho chiesto allo stesso medico che mi seguiva qui se era possibile andare nel suo studio privato. Sono parecchi anni che non ritornavo qui. Nonostante per me l'esperienza del tumore abbia rappresentato un grosso problema sento che raccontarle che cosa mi è successo mi sia di aiuto. Ho sempre lavorato come casalinga e nel 1976 sono stata sottoposta a una mastectomia (la cartella clinica parla di quadrantectomia e svuotamento ascellare) e successivamente ho fatto la chemioterapia e la radioterapia. Non ho avuto grossi problemi al braccio, non ho avuto edemi ed ho recuperato parte della mobilità del braccio anche se tutt'ora non riesco a portare la mano dietro la testa. Il nodulo era alla mammella sinistra e questo ha sicuramente facilitato la non limitazione nell'esecuzione dei lavori domestici.
La relazione con mio marito è sempre stata problematica. Subito dopo il matrimonio non riuscivamo ad avere figli e ci siamo entrambi sottoposti a delle terapie. Sono rimasta gravida ma il bambino è nato morto. L'intervento a cui sono stata sottoposta non ha di certo facilitato i nostri rapporti. Sento però che questi problemi hanno a che fare più con me che con lui. Non mi ha fatto pesare nulla però io sono cambiata. Nell'intimità con lui ho problemi che non riesco a superare. Ho il seno molto piccolo, ne hanno tolto solo una parte ma secondo me si vede molto. Uso una protesi esterna e apparentemente si nota poco, ma è una ferita che mi porto dentro. Di fronte a mio marito per tanti anni non sono stata in grado di spogliarmi con tranquillità. Anche mia cognata è stata operata di un tumore al seno ed ho cercato di aiutare mio fratello che l'aveva presa molto male. Sinceramente non so se sono stata in grado di aiutarlo". 

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