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comunicazione chiara, la forza di lottare insieme. Lettera da una figlia
Non so se il tuo invito a scrivere le proprie emozioni fosse rivolto anche ai parenti delle persone iscritte a questa associazione, ma io ne sento ugualmente la necessità. Ho letto sul Vostro libro "Volontà di Vivere" (sulla Ia edizione n.d.r.) alcune lettere di donne che, come mia madre, hanno vissuto quella brutta esperienza che è il tumore. Sono rimasta molto colpita dalla sincerità e dalla chiarezza che derivano da tali parole, e dalla capacità di queste persone di trasmettere le loro emozioni tanto da sentirmi coinvolta personalmente, quasi stessi vivendo io stessa quell’avventura. Tra queste lettere, poi, quella di mia mamma: un fulmine a ciel sereno per me. Leggendola sono stata colta da una miriade di sentimenti, di emozioni: gioia, perché finalmente mamma è riuscita a confidarsi con qualcuno e perché da quelle parole ne deriva speranza per il futuro; rabbia, perché essendo rimaste sole, io e lei, speravo di essere io la sua confidente così come lei lo è per me; delusione, perché mi sono resa conto di non essermi mai accorta del tutto di quanto la mamma stesse soffrendo in quel periodo e tanta vergogna perché dovevo starle più vicina. Poi, però, penso anche a come ho vissuto io quel periodo: la ginecologa che mi telefona di nascosto per aggiornarmi sui risultati delle analisi, ed io combattuta tra due situazioni: dire alla mamma del tumore e cercare di combatterlo insieme, o rispettare la sua volontà e non dirle niente, ma cercare di combatterlo da sola fino a che fosse possibile, nascondendole il vero motivo di tutte quelle analisi? Non ti dico che periodo tormentato ho vissuto!, da sola con il peso di quella notizia. Poi non mi ricordo (o non voglio ricordare) cosa è successo e come mamma ne sia venuta a conoscenza, so solo che a casa nostra regnava il mistero. Mamma usciva spesso senza dirmi dove andava; io ne approfittavo per telefonare ai medici ed informarmi... che brutto! Poi finalmente mamma si è confidata con me, e da allora abbiamo lottato insieme; o almeno così pensavo io, ma leggendo la sua lettera pubblicata sul Vostro libro ho capito che non è stato così: ha preferito isolarsi! Ormai è passato un po’ di tempo da quel giorno, e vedo mamma sempre più fiduciosa nel futuro, e questo, grazie alla Vostra associazione. Proprio qualche giorno fa mi ha detto: "Sai, ho fatto una scoperta importantissima: devo pensare positivamente se voglio un’esistenza migliore, se voglio "sopravvivere". E pensare che i medici me lo hanno ripetuto mille volte, ma io non ci credevo. Ora che io l’ho scoperto, vorrei gridarlo a tutte le mie compagne di avventura ed aiutarle a far si che anche loro lo scoprano, perché questo è il segreto: devi scoprirlo tu dentro di te!" E’ bello
vedere la propria madre più contenta, fiduciosa e sempre più
attiva in qualche cosa a cui tiene molto: la Vostra Associazione. Grazie
a tutte, Vi voglio molto bene anche se non Vi conosco!
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