Vivere bene è
vivere di più
di Paola Bertolotti
Il
tempo non è nelle nostre mani, il modo di vivere sì.
Due
anni fa sei venuta per la prima volta ad Attivecomeprima. Ricordi quali
erano allora i tuoi pensieri?
All’inizio
quando sono arrivata ero solo in attesa della morte imminente, non avevo
voglia di niente perché per me allora non valeva la pena di fare
niente, tanto avevo poco tempo da vivere. Avevo subito una mastectomia
seguita da una pesantissima chemioterapia. Ero distrutta.
A fatica
mi sono convinta a venire e ho cominciato a vedere esempi di persone che
vivevano nonostante questo. Il fatto che Ada avesse superato così
bene il suo problema è stato il primo passo verso il pensiero, che
poi sarebbe diventato convinzione, che fosse anche un mese, ma un mese
dovevo viverlo bene.
Questa
consapevolezza è arrivata poco a poco o a conclusione del lavoro
fatto qui?
No,
è stato a poco a poco: il gradino successivo al piacere, ogni giorno
sempre più completo, di venire qui riscoprendo per la prima volta
dopo tanto tempo la voglia di fare qualcosa.
Cosa
ti ha aiutato maggiormente in questo periodo?
La normalità
delle persone operate prima di me che avevano vissuto un problema simile
al mio e che si comportavano normalmente, che amavano la vita e che desideravano
vivere. Anche dentro di me nasceva questo pensiero, sempre più forte:
"non mi importa dieci anni, un anno, un giorno, ma senz’altro me lo vivrò
bene".
Ho cominciato
a evitare di prendermela per le sciocchezze a guardare alle cose in un
altro modo, già dai primi nostri incontri.
Questo
bisogno lo avevi già dentro di te prima della malattia?
Sì,
l’ho sempre avuto, ma avevo quasi timore a coltivarlo. Invece ho cominciato
a sentirlo nascere anche se questo, paradossalmente, mi faceva sentire
in contrasto con tutti, ancor più in difficoltà a capire
e a sentirmi capita.
Il mio
rapporto con gli altri non è mai stato molto facile, ma come ho
detto, non lo sentivo come un problema. Dopo la malattia le cose sono peggiorate
perché sentendomi tra quelli che sarebbero morti prestissimo, avevo
una chiusura totale verso il mondo.
Come
è nata questa voglia di vivere nonostante la tua convinzione di
avere così poco tempo davanti?
Prima
di tutto è stato ciò che ho imparato qui: mi ha spinto a
vedere dentro me stessa. Ricordo la volta in cui hai chiesto che motivi
avevamo per vivere.
Mi si
è aperta una finestra: ho capito che mi era sufficiente vivere bene
un giorno.
Com’era
allora il tuo rapporto con la morte?
Allora
la subivo, ne avevo terrore, cercavo di non pensarci mai. Pensavo di morire
domani e di non avere il tempo di fare tutte le cose che avrei voluto,
di non aver potuto avere le cose che altri avevano avuto. Ero molto concentrata
su me stessa. A poco a poco questo non mi è più importato,
mi ritrovavo spontaneamente a considerare quelle cose belle che già
avevo avuto. Della morte non avevo più tanto pensiero, nel senso
che ero convinta di poter morire, forse non come tutti, forse avrei avuto
una probabilità in più, però non mi importava anche
se fosse stato all’indomani, perché io avevo oggi da vivere e questo
me lo aveva insegnato proprio il cancro.
Il
tuo rapporto con la vita si è modificato?
La vivo
più serenamente, mi sento più contenta e soffro meno delle
cose spiacevoli. Riesco ad alleggerire i problemi, credo ora di riuscirli
a vedere nella giusta dimensione. Non mi preoccupo più di quello
che pensano o fanno gli altri.
Da
cosa nasce secondo te questo modo di guardare alla vita?
Probabilmente
perché ho visto la morte vicina e perché ho visto l’esperienza
di persone che pur avendo sofferto come me, sono riuscite ad accettarla
e a vivere ciò che rimane da qui a quel momento, vicino o lontano
che sia, pienamente.
Cosa
ti ha riportato qui?
A settembre
sono risprofondata. Dopo un grosso problema familiare ho sentito le mie
energie svanire a poco a poco, è stato un periodo molto brutto in
cui avevo tutto sulle spalle. Ho voluto occuparmi di mio padre che stava
poco bene. Ho voluto fare tutto da sola, forse ho dovuto fare tutto da
sola, e questo evidentemente è stato troppo. Non riuscivo più
a riposarmi, ma più stavo male e più mi sforzavo: volevo
farcela. In quel periodo ho fatto i controlli ed erano tutti sballati:
metastasi diffuse e ricovero per iniziare nuovamente la chemioterapia.
Cosa
ti ha detto quest’altra esperienza?
Mi ha
detto che siamo legati a un filo e che proprio per questo che ho fatto
bene a vivere come ho voluto, come ho potuto e come ho saputo i mesi precedenti;
ovviamente mi ha ricordato che avrei potuto morire domani. Questa volta
pensavo di non farcela. Poi a poco a poco anche questa
volta ho cominciato a vivere le giornate una per volta. Mi dicevo: "oggi
è passato, ho senz’altro ancora domani". Credo che mi abbia aiutato
anche il fatto che mi facevo programmi futili e sciocchi.
Cos’hai
provato questa volta a differenza della prima?
Sentimenti
completamente differenti: un totale rifiuto la prima volta, umiliazione,
rabbia, odio, soprattutto nei confronti di chi non era ammalato.
Invece
questa volta è stato senz’altro più pesante, più profondo,
però penso di essere riuscita a reagire in modo diverso. Non ero
arrabbiata, forse solo un po’ sconsolata, ma sempre con la voglia di dire:
è passata, mi rimane l’oggi.
Che
rapporto hai adesso con la vita?
E’ più
difficile senz’altro, non faccio più programmi a lungo termine,
cerco di godere dei giorni di salute efficiente che ho. Quando sono molto
giù, mi fermo: dialogo con me stessa.
Non
mi aspetto più le cose che so non potranno cambiare e questo ora
mi da una certa pace.
So,
più di prima, che forse potrò morire presto; però
mi va bene vivere i giorni che mi restano con la mia semplicità,
con il mio modo di fare e di essere, senza voler fare grandi cose, senza
fare grandi riordini della mia vita passata e ventura. Mi va bene assaporare
ogni piccola cosa, cose di tutti i giorni che mi possono dare ancora felicità,
come me la da aver capito qualcosa in più degli altri e di me stessa.
Il mio desiderio più grande è di poter vivere profondamente
ogni giorno, ma sempre consapevole.
Per
adesso mi va bene così.
Questa intervista è stata
raccolta da: Attivecomeprima |