QUALCHE COSA MI SPINGE A SCRIVERTI


Sono le otto di sera, anche oggi è andata. Mi tolgo la gonna, il maglione, i collant, il body. La libertà, che piacevole sensazione la libertà . Ho già messo le essenze profumate nella vasca da bagno. Finalmente un po' di relax.

La lettera è lì, chiusa, sigillata. La guardo, il mio nome è scritto a chiare lettere preceduto dal "per" scritto con il segno aritmetico. Mi fa un po' sorridere, mi ricorda i bigliettini che ci si scambiava tra compagne di classe. Sono perplessa se leggerla subito oppure aspettare domani. Poi decido di aprirla in attesa che la vasca si riempia.

Ripenso alla storia della persona che mi ha scritto. E’ una storia di dolore, forse come tante altre, di questo freddo inverno di fine millennio. In uno dei tanti ospedali di una qualunque città del nord Italia, una ragazza poco più che adolescente si prepara ad affrontare una situazione che segnerà profondamente la sua vita.

Tra qualche giorno è natale e il giorno dopo coinciderà anche con il suo compleanno. E’ profondamente ingiusto vivere il proprio diciottesimo anno e nello stesso tempo prepararsi ad un intervento di laringectomia.

So di questa storia perché mi viene raccontata da un caro compagno di viaggio della mia vita. Dopo l’intervento, mi viene detto, "forse lei vorrà incontrarti". A distanza di due mesi dall’intervento ci vediamo. Mi sento in ansia per questo incontro, mi sudano un po' le mani ed ho un po' di tachicardia. Sento tutti i sintomi dello stress.

Penso a mia nipote che ha la stessa età e a quanto spesso è difficile trovare un contatto con i giovani d’oggi. Mi colpiscono i suoi occhi da cerbiatto e tutti gli orecchini che ha nei lobi delle orecchie e nel naso. Successivamente mi farà vedere anche il piercing sulla pancia e il tatuaggio sulla gamba. Ha la pelle molto chiara e un aspetto dolce e tenero.

Dopo un po' di tempo la sua situazione si complica. Non riesce più a deglutire. Insieme alla laringe le hanno tolto anche un pezzo di esofago, glielo hanno ricostruito con un muscolo solo che questo tende a restringersi per cui il cibo non passa più. Non passano più i cibi solidi, poi neanche i liquidi, poi neanche la saliva. Ogni tanto deve andare a sputare la saliva che si accumula in questo breve tratto di esofago. Perde chili continuamente e quando la tocco, la massaggio, l’ascolto ho l’impressione di avere tra le mani un pulcino smagrito.

L’unica soluzione è l’alimentazione artificiale, un tubo direttamente nello stomaco che le permetta di mettere su qualche chilo nell’attesa di un intervento risolutore. Continua la scuola, rivede gli amici, esce la sera. Con grande forza e determinazione vuole riprendere la vita di sempre. Sento dell’ammirazione per lei e mi sento anche incoraggiata a proseguire in questo lavoro che facciamo insieme.

La sua lettera è tra le mie mani, la apro, la leggo. La vasca da bagno è lì che mi aspetta e le mie lacrime si confondono con l’acqua della doccia. A volte guardo la fotografia dei miei genitori morti e chiedo loro di non dimenticarsi di tenere la loro mano sulle mie spalle e la mia testa.

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Cara,
sono le 00.02 e qualche cosa mi spinge a scriverti......!!!Credo che sia il fatto che sono un po' depressa.

Ho litigato con mia madre per le solite cose! ma non credo di essere depressa per questo. Credo di essere depressa e basta. Ho un sacco di pensieri per la testa che riguardano la mia situazione da dicembre in poi....., una situazione che peggiora al posto di migliorare.

Devi sapere che quando ho questi momenti non piango.... non lo so perché. Prima (con prima intendo prima della laringectomia) piangevo, mi sfogavo in qualche modo...... ora no. Parlo raramente con qualcuno di quello che provo, anzi si può dire che tu sia la prima! ed inoltre non mi arrabbio, niente, ci penso e basta.

Vuoi sapere a cosa penso? a tante cose che mi è venuta voglia di raccontarti. A volte mi capita di pensare che la mia voce era davvero bella. Ero brava a cantare, mi ricordo che alle medie il mio insegnante di musica mi aveva fatto registrare delle canzoni di Laura Pausini su una cassetta. Era un privilegio per i più bravi! e ti dirò la verità...... io la mia voce la sento ancora....... quando ricordo i discorsi che faccio con le persone, sento la voce dell’altra persona e anche la mia, quella che si sono portati via quel giorno di dicembre! e penso anche che tu non l’hai mai sentita e questo mi dispiace, chissà come te la immagini! io quando guardo una persona o vedo la sua immagine penso e immagino anche la sua voce.

Poi ricordo che adoravo il mio collo! ed avevo ragione ad adorarlo, era davvero bello, non è presunzione. Lo dicevano anche le altre persone, un collo da cigno, senza nemmeno una ruga. Il mio ex ragazzo diceva che il mio buon profumo usciva dal collo! fa parte delle cose che mi piacevano del mio corpo insieme al naso, alle mani e al sedere ! ora l’unica cosa che riesco a vedere quando mi guardo allo specchio sono un insieme di cicatrici! Non credere che sia superficiale, però mi manca un equilibrio! prima se mi toccavo mi sentivo mia, ora mi sembra che alcune parti di me siano di qualcun altro! Insomma non mi riconosco più.

Un’altra cosa che mi mancherà moltissimo è l’acqua! non potermi più immergere completamente nell’acqua mi fa arrabbiare. Adoravo nuotare ed ero anche piuttosto brava, ora la vedo una realtà molto lontana! inoltre mi piacerebbe mangiare, credo che se potessi uscirei a pranzo o a prendere un aperitivo. Mi distrarrei molto di più. Mi manca la nutella! Era davvero un’ottima compagna quando ero depressa..... come adesso! Se potessi ora la mangerei, finirei un barattolo intero.

E tutti questi pensieri si concretizzano con la mia vita di qualche mese fa! Nonostante io non sia più di tanto metodica, quella vita aveva delle basi che ora non ci sono più ed io non so più dove aggrapparmi!

Tutto sommato ora che ci penso era bello alzarsi presto al mattino per andare a scuola, passare 6 ore sui banchi di scuola, studiare, raccontare qualche stronzata ai tuoi compagni...... ora di stronzate da raccontare non ne ho più e credo di non essere più neanche tanto simpatica!

Era il massimo uscire il sabato sera e fare le tre del mattino, magari ubriacarsi un po' e ridere tutta la sera! La domenica poi svegliarsi per pranzo, abbuffarsi a tavola e prepararsi di fretta per uscire, magari per andare a prendere il sole!

Ora non so più come occupare le mie giornata, se non per andare da medici, assistenti sociali, psicologi!!! ecc. E’ difficile abituarsi! poi guardo la mia migliore amica e invidio la sua vita......non mi è mai piaciuto invidiare qualcuno! è una brutta cosa l’invidia!, è sempre piena di impegni, scuola, lavoro, amici! e poi diventa sempre più bella!

Io le voglio molto bene, in tutto questo periodo mi è stata molto vicina......Mi rendo conto di aver scritto tantissimo..... non pensavo di avere tutto questo casino nella testa, però sono un po' contenta di aver scritto tutto.

Credo che non rileggerò questa lettera! di solito quando lo faccio, straccio tutto! invece è importante che tu la legga, in fondo oltre che un’amica sei anche la mia terapeuta.

So che quando verrà il momento di consegnarti il "mio papiro" esiterò per la vergogna, ma mi sforzerò. Sicuramente leggerai tutto quando io non sarò li con te!

Ora ti saluto vado a dormire, la mia gattina mi sta aspettando e poi domani ho un’altra lunga giornata da affrontare e come tu sai non è più tanto facile vivere per me, di questi tempi.

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