Morire e poi tornare a vivere
Regina è venuta da noi nel 1993.
"Il cancro era arrivato in un momento in cui io ero ‘morta’ già da due anni"

Regina cos’hai pensato guardando una tua fotografia di quando ti abbiamo conosciuta e quella che ci hai portato oggi?
Faccio fatica a riconoscermi, sembra impossibile che in così pochi anni, io sia cambiata così.
Allora era come se fossi vuota, spenta, in quella di oggi c’è tutto il significato che ora dò alla vita.

Sono molto di più di due semplici istantanee. C’è in esse tutta la tua storia. Vuoi parlarcene?
E’ incredibile, sì, ma è così. Allora ero nel buio, nel nulla. Il cancro era arrivato in un momento in cui io ero "morta" già da due anni.
Come già sapete, due anni prima, ero stata vittima di una aggressione che si era conclusa con un omicidio, il mio. Dovrei dire, tentato omicidio, perché sono ancora qui, ma so per certo che io allora morii.
Mi sentivo lentamente spegnere come una candela mentre quelle mani si stringevano intorno alla mia gola pensavo: "allora è questa la morte, sto scivolando via dal mio corpo e sto ancora pensando mentre sto morendo". Ho cominciato a ripetermi: "Signore, dammi la luce" tante e tante volte, sempre più velocemente. Ad un certo punto ho percepito nuovamente il mio corpo e ho ripreso conoscenza.

Cosa ha significato per te una esperienza così drammatica?
Ha avuto su di me un doppio effetto. Da un lato mi ha messo di fronte per la prima volta alla morte, ma all’aver sperimentato anche la morte come qualcosa che non ti stacca di colpo da tutto, come un interruttore, ma come un passaggio lento ad un’altra dimensione che ho solo intravisto, ma che non ho raggiunto.
Dall’altro ha avuto un effetto disastroso sulla mia vita. V’è stato un grande blocco, un grande rifiuto. Le mie emozioni si sono congelate, così come le relazioni con gli altri. Ero chiusa in un grande "freddo".

Poi è arrivato il cancro?
Sì, dopo due anni mi sono ammalata, ma paradossalmente il cancro mi ha ridato la vita.
Mi ha messo nuovamente davanti alla morte, ma anche alla possibilità di poter vivere.
E’ stata la prima volta che ho avuto la consapevolezza del tempo, e che volevo vivere con tutte le mie energie.

Cosa ti ha aiutato in quel momento?
Per prima cosa il lavoro su me stessa, che non avevo mai interrotto e l’antiginnastica che mi aveva aiutata negli anni precedenti a non sprofondare completamente, tantissimo il lavoro di gruppo fatto in Associazione.

Ricordi un momento in particolare in cui hai deciso di vivere?
Credo durante un viaggio in India con le donne del gruppo. Improvvisamente mi si sono aperte tutte le emozioni ed ho visto aprirsi davanti a me il futuro.
Ho avuto la consapevolezza che se mi fossi lasciata scappare ciò che stavo vivendo in quei momenti, quei colori, quei profumi, forse non mi sarebbero potuti capitare più.
In quel momento ho capito che la quantità di tempo che avrei avuto da vivere non mi interessava più, avrei impegnato tutta me stessa per viverlo al meglio.
Ero stata nuovamente ferita profondamente, ancora avevo davanti la morte, ma nel gruppo ho trovato il coraggio di decidere di non chiudermi ancora una volta nella sofferenza.

Come hai iniziato a percepire allora la tua vita?
Come un tunnel che avrei dovuto percorrere, e stavo percorrendo, ma a differenza di prima vedevo in fondo una luce.

Com’è ora il tuo rapporto con la morte?
Il futuro è fatto anche di incognite, di paure, di alti e di bassi. La vita è questa, mettersi alla prova continuamente per trovare una nuova strada, non lasciarsi andare. Tutto ha una funzione e può diventare una opportunità di crescita e di sviluppo.
La morte non mi fa più paura perché so, l’ho provato, che non si muore, ma si passa. Prima ne avevo solo paura, ora la accetto.
Certo alla vita tengo tantissimo, anche perché si stanno realizzando tutti i miei sogni tra cui il più importante: l’amore.

Come passi ora la tua giornata?
Tra il mio lavoro che mi occupa tanto, la mia famiglia, la casa e tanto tempo da dedicare a ciò che mi piace fare.

Cosa diresti, guardando indietro, alla tua vita?
Sento di dire un grande grazie!
Sono felice di averla vissuta così, nel bene e nel male: è stato un passaggio tra grosse sofferenze ma la consapevolezza di ora mi permette di vivere come sto vivendo adesso, in modo pieno.

Cosa diresti al tuo futuro?
Tanti, tanti auguri!

Questo intervista è stata raccolta da: Attivecomeprima

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