Tre anni fa, sono stata operata per un carcinoma al seno sinistro.
Non avrei mai pensato di poter scrivere queste poche righe, perché per me la parola cancro significava morte.
Quando, dopo l’operazione, mi dissero che dovevo fare la radioterapia e la chemioterapia, pensai: "Ecco è finita, morirò".
Non so neppure io come ho fatto ad affrontare tutto con coraggio e, devo dire, anche con serenità. Ci sono stati momenti terribili, come quando, dopo aver fatto la chemioterapia, stavo male e pensavo di non farcela. C’era anche tanta rabbia "perché" mi dicevo "è toccato proprio a me!". Mi sembrava di essere entrata in un tunnel senza uscita. Forse è proprio la disperazione e la voglia di vivere che ti aiutano a tirare fuori tutto quello che c’è dentro di te, e che nemmeno tu pensi di avere.
Io sono stata fortunata perché ho avuto, e ho sempre vicino, mio marito e mio figlio che, con il loro affetto, mi hanno fatto e mi fanno sentire sempre importante e mi danno la forza per affrontare la mia malattia.
Adesso sto bene, anche se c’è sempre la paura che possa succedere di nuovo. Cerco di vivere bene il presente apprezzando ogni piccola cosa, e cerco di essere più tollerante con gli altri.
Devo anche ringraziare l’Associazione V.I.O.L.A., che mi ha dato l’opportunità di frequentare persone meravigliose che hanno il mio stesso problema e mi hanno insegnato che se si fa qualcosa per chi è meno fortunato si vive meglio.

ANONIMA

Questo racconto è stato raccolto da: V.I.O.L.A. - Associazione a sostegno della vita dopo il cancro al seno
 

Indietro