Sono trascorsi sette anni da quando mi sono "scontrata" con un cancro al seno.
E’ stata un’esperienza drammatica sia per la diagnosi infausta, sia per gli effetti collaterali della chemio.
Ma questa dura prova, che per i primi sei mesi mi ha prostrata fisicamente e psicologicamente, mi ha permesso di scoprire nuovi valori, di guardare il mondo circostante in modo diverso, più attento; di apprezzare le piccole cose della natura che spesso, presi dall’affanno della vita quotidiana, non siamo in grado di vedere.
In quei giorni angosciosi ho preso coscienza dell’intensità degli affetti dei miei familiari (in particolare di mia figlia che all’epoca aveva 7 anni), che hanno vissuto questo dramma sostenendomi col loro amore dandomi, quindi, la forza di lottare e di superare gli ostacoli che man mano si creavano.
L’aver dovuto affrontare le difficoltà psicologiche e fisiche della chemioterapia e della radioterapia e l’incertezza del loro esito, mi hanno fatto scoprire quanto è bello vivere e doveroso lottare interiormente per sconfiggere il male.
Adesso che è passato parecchio tempo e mi reputo " vincitrice" di questa battaglia, mi rendo conto che di questa disavventura riesco a cogliere soprattutto gli aspetti positivi, alcuni banali, altri più importanti.
Ad esempio, ricordo la gioia che ho provato quando mi sono ricresciuti i capelli più folti e belli di prima (perderli tutti d’un colpo è stato uno shock!) e il piacere nel constatare che l’aver perso repentinamente le mestruazioni a causa della chemio ha fatto smettere le furiose emicranie di cui soffrivo da molti anni.
La condivisione delle "pene" con altre donne ha fatto nascere tra di noi una sorta di "sorellanza" che in alcuni casi si è trasformata in amicizia. La nascita e l’attività dell’Associazione V.I.O.L.A. ne è un esempio concreto.
Un ulteriore aspetto positivo di questa dolorosa odissea è stato, senza dubbio, il clima di fiducia e la disponibilità che ho trovato nei medici, nella psicologa e nel personale infermieristico dell’ospedale di Aosta e del reparto radioterapico dell’ospedale di Ivrea.
Certamente le vicissitudini che ho dovuto affrontare con questa esperienza sono state parecchie e non sempre piacevoli, eppure, qualche volta, mi scoprio a pensare che mi sento più ricca spiritualmente e anche orgogliosa quando qualcuno mi dice "sei stata molto coraggiosa".

G. G.

Questo racconto è stato raccolto da: V.I.O.L.A. - Associazione a sostegno della vita dopo il cancro al seno
 

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