E ’ passato più di un anno dal giorno in cui ho scoperto di avere un cancro al seno.
Dopo una doccia, mi stavo asciugando davanti allo specchio, alzando il braccio, ho visto la retrazione della pelle del mio seno sinistro e lì ho capito che qualcosa non andava; dopodiché la visita dal medico, che ha confermato la diagnosi, che io già mi ero fatta.
Ero talmente spaventata; pensai subito che sarei morta, continuavo a chiedermi perché era successo a me, mi sembrava di non meritarlo.
Per molto tempo mi sono sentita in colpa di essere ammalata, mi sentivo guardata dagli altri con un filo di compassione e questo mi dava fastidio. Non riuscivo a pronunciare la parola cancro, mi sembrava di avere la peste, se qualcuno mi chiedeva come stavo, gli facevo capire che non ero mai stata meglio, che mi era stato tolto un piccolo nodulo e che ora era risolto, ma in realtà non riuscivo a pensare ad altro che non fosse la mia malattia.
Nel corso della mia vita, ho conosciuto molte donne che hanno subìto il mio stesso intervento e che dopo molti anni godono di ottima salute, ma in quel momento riuscivo solo a pensare a quelle che sono morte (oggi penso che si può morire anche attraversando la strada). Nel periodo che andavo a fare la radioterapia ricordo che non riuscivo a guardare le persone in faccia.
Ho trovato più difficile guarire la mente, cioè i miei pensieri che mi tormentavano, piuttosto che il mio corpo.
Si dice che non tutti i mali vengano per nuocere: è vero, questa malattia mi ha portato a fare qualche riflessione sul mio vissuto, che mi è sembrato una corsa agli ostacoli con poco tempo dedicato alla mia persona. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose, godersi una passeggiata, i figli, la famiglia e soprattutto ad affrontare i problemi di tutti i giorni con tranquillità e ottimismo.
Sono sicura che a volte si ha paura delle cose che non si conoscono. Oggi mi sento molto più serena, nel percorrere il cammino della vita.
Scoprire di avere un cancro e arrivare a oggi che sto scrivendo questa lettera non è stato facile, ma in questo percorso della mia vita sono stata fortunata ad avere vicino persone che mi sono state di grande aiuto, mio marito prima di tutti; poi far parte dell’Associazione V.I.O.L.A., il corso fatto con la psicologa Dr.ssa P., una persona carinissima che mi è venuta incontro mettendomi a mio agio nel pormi in discussione, scoprendo molti lati positivi di questa situazione.
Oggi sono felice e serena, ogni tanto penso alla mia malattia, ma non sono più angosciata e nemmeno spaventata.
CIAO!

G.V.

Questo racconto è stato raccolto da: V.I.O.L.A. - Associazione a sostegno della vita dopo il cancro al seno
 

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