Cara figlia,
come già sai, ho un cancro... Mi rendo conto che è duro iniziare una lettera così, ma questa, ora, è la mia realtà.
Quando sono stata operata, ero rassegnata: è toccato anche a me, come a tante altre persone... Già, ma finché si trattava degli altri era un triste fatalità, che mi toccava fino ad un certo punto..., ora riguarda me stessa. Alla rassegnazione è subentrata la forza per reagire, per tirare avanti, per sperare…
Sperare cosa? Che la malattia finisca con l’operazione? Che il cancro non salti fuori da qualche altra parte? Che io possa vivere ancora un po’? Sì, ma per quanto tempo? Quanti interrogativi mi si accavallano in testa, quando sono sola e penso al mio futuro.
Già, ho detto quando sono sola...Sono spesso sola e tu lo sai: i familiari sono stati tutti gentili e premurosi all’inizio, ma si sa, ognuno ha le sue preoccupazioni, il suo lavoro, la sua famiglia; non posso pretendere che abbiano tempo per me, e così mi ritrovo a pensare…
A pensare "perché è toccato proprio a me?" Poi ci sono momenti in cui voglio ancora godermi questa vita, nonostante la spada di Damocle che mi pende sulla testa.
Sì, la vita… Hai mai pensato a quanto è bella la vita? Guardati attorno: questa natura meravigliosa, i colori di un bosco in autunno, la calma delle giornate assolate, il poter gustare una pesca colta dall’albero, ancora calda di sole…
La vita è un dono meraviglioso che spesso noi non riusciamo a godere nel modo migliore, perché siamo presi dal ritmo della vita odierna, che non lascia spazio ai sentimenti, che è tutta materialismo. Quando si pensa solo ad uscire di casa al mattino per recarsi al lavoro o a scuola, quando si pensa solo alle preoccupazioni che danno la famiglia, la casa, le bollette da pagare, e non si ha un minuto di tempo per pensare a se stessi e alla vita che ci circonda.
Beh! Ora il tempo per pensarci ce l’ho e ci penso anche troppo... A volte mi guardo intorno e tutto è talmente bello che spero di poter ancora godere della vita, che non è giusto che io debba morire adesso...
Cerca di far tesoro di queste parole e prenditi qualche momento per pensare a quanto è bella la vita, quanto è rassicurante la natura con i suoi cicli che ci danno sicurezza. Ricordati che non si nasce solo per lavorare, produrre, consumare, ma per vivere con coraggio il miracolo di essere nati.

TUA MADRE
 

Grazie. Ti voglio bene. Je ne pense pas avoir jamais ressenti une émotion aussi semple et pourtant tellement puissante.
ELENA

Questo racconto è stato raccolto da: V.I.O.L.A. - Associazione a sostegno della vita dopo il cancro al seno
 

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