Il mio "cancrino" (così lo chiamo io) è stato scoperto grazie alla prevenzione e precisamente in un chek up annuale. Comunque, piccolo o grande, al momento della consapevolezza la strizza è sempre tanta.
Ci sono stati due momenti in cui mi sono sentita smarrita e impaurita (anche per la situazione familiare che vivevo in quel momento):
1° – al momento di ulteriori accertamenti
2° – alla scoperta del minuscolo carcinoma asportato in anestesia locale.
Devo dire che sono entrata in sala operatoria per una biopsia, tant’è vero che per non preoccupare i miei familiari, già provati parecchio, dissi che andavo con le mie colleghe a fare una gita.
Bella gita e bella scoperta!
Comunque il tutto si è risolto con una discreta cicatrice sul seno e trenta sedute di radioterapia.
Nella mia vita l’Amore con la "A" maiuscola per chi e cosa mi circonda è fondamentale e ho scoperto in questo momento "particolare" un riscontro grande di questo Amore.
Uno a caso: nella cerchia di parenti e amici facevano a gara per portarmi ad Ivrea per la radioterapia.
Grazie a queste persone, grazie all’amore che passa sempre e comunque nella sofferenza e un grazie grande al mio Gesù al quale mi affido e affido ogni persona che soffre, sia fisicamente che spiritualmente, sto bene, sono serena e vorrei che tutte le donne potessero dire altrettanto.

UNA VIOLA MAMMOLA

Questo racconto è stato raccolto da: V.I.O.L.A. - Associazione a sostegno della vita dopo il cancro al seno
 

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