| Era
la fine di un triste settembre: mio figlio era appena uscito da una malattia.
Ero distrutta per la grande preoccupazione non ancora superata.
Facendomi la doccia sentii all’apice del seno destro una tumefazione a forma di albicocca. Pensai subito: è toccato anche a me! La conferma la ebbi il giorno dopo dal chirurgo, che, bontà sua, mi disse che si trattava di una cisti. Non gli credetti, ma ero ancora troppo presa dal pensiero di mio figlio per preoccuparmi per quanto poteva accadermi. L’intervento avvenne dopo pochi giorni e fu radicale. Nei diciassette giorni di degenza vidi i miei cari preoccupati per me. Soprattutto mio figlio pareva non accettare che la sua mamma fosse così mutilata e continuava, ogni giorno a parlarmi di quanto fosse facile una ricostruzione del seno. Solo dopo il mio rientro a casa mi resi conto di quanto mi era successo. Avevo già sessantatre anni, ma mi sentivo ancora molto giovane. Mi nascondevo agli occhi di mio marito quando mi spogliavo, perché non volevo che vedesse la mia ferita. Forse, questa è stata la cosa più difficile da superare. Dagli accertamenti successivi risultò l’assenza di metastasi e fui curata solamente con le compresse di Nolvadex, per cinque anni. Passai i tre anni seguenti curandomi la vista poiché l’assunzione del Nolvadex aveva avuto effetti negativi, che ancora perdurano, per i miei occhi. Pensavo di aver sconfitto il cancro, ma mi sbagliavo. Dopo sette anni dal primo intervento, ecco spuntare una piccola tumefazione sulla ferita, classificata dai medici recidiva sulla cicatrice. Di nuovo un altro intervento, ma grazie alla dolcezza dei chirurghi ed anche al mio carattere, non mi lasciai abbattere più di tanto: ho ripreso la cura a base di compresse (questa volta di Arimidex) e non ci penso. Il cancro non mi fa paura. Il mio terrore è una malattia invalidante che coinvolga tutte le persone che amo e che mi amano. Doveroso per me dire grazie ai medici che mi hanno curata: Prof. M. di Torino, per il primo intervento. Dr. S. e Dr.ssa B. di Aosta, per la seconda operazione. … grazie a mio marito al quale piaccio anche così. … e grazie anche a mio figlio e alla sua bella famiglia! MARIA TERESA C. S. Questo racconto è stato raccolto
da: V.I.O.L.A. - Associazione
a sostegno della vita dopo il cancro al seno
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